CANAVESE - Truffa dello specchietto: attenzione sull'ex statale 460
Ancora segnalazioni, negli ultimi giorni, sull'ex statale 460 di tentativi, per fortuna non andati a buon fine, della tradizionale "truffa dello specchietto". Su internet e sui social network si sono moltiplicate negli ultimi giorni le segnalazioni relative a un'auto scura, nella zona di Lombardore, Leini, Bosconero, a bordo della quale viaggiano due soggetti intenti ad avvicinare gli altri automobilisti con la scusa di un presunto danno patito dall'autoveicolo. Un trucco decisamente vecchio ma che, evidentemente, va ancora di moda. Di solito i malviventi prendono di mira anziani o donne sole al volante. Massima attenzione quindi: l'invito è sempre quello di chiamare il 112 o il 113. Le segnalazioni sul Canavese sono arrivate negli ultimi giorni della scorsa settimana. Nelle ultime ore, per fortuna, non sono arrivate altre segnalazioni in merito.
 
La truffa dello specchietto è la più utilizzata sulle strade per spillare euro agli automobilisti inducendoli a pagare una somma per riparare un danno causato all’auto del truffatore, anche se in realtà la rottura delle specchietto non è mai avvenuta. «Si tratta di un trucco molto semplice – avvertono dall'Adico, l'Associazione Difesa Consumatori – che consiste nel far credere all’automobilista che la sua macchina, abbia involontariamente urtato il retrovisore dell’auto di chi sta mettendo in atto la truffa. La vittime sentirà il rumore di un colpo secco molto forte sulla propria carrozzeria, di solito sulla fiancata, (provocato in realtà da una pallina, un bastone) dando l’illusione di un urto immediato».
 
Subito dopo entrano in scena i lampeggianti e un auto vi intimerà di fermarvi. Il conducente sostenendo che gli è stato rotto lo specchietto, indicando il suo retrovisore chiaramente già danneggiato vi convincerà ad un esborso di 100 o 200 euro senza mettere di mezzo assicurazione o vigili. «A questo la vittima paga, convinto di aver recato un danno, o per paura che dalla truffa si passi alla rissa. Se vi trovate vittime di simili segnali quali colpo, lampeggianti, uomo minaccioso che chiede di accostare – suggerisce il presidente dell’Adico, Carlo Garofolini – non fermatevi e chiamate le forze dell'ordine dal cellulare restando all’interno della vostra auto».
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