
CANAVESE - Boom di denunce per truffe online anche in Canavese. Un fenomeno che sta spopolando in tutta Italia e che sembra essere diventato l'ultima frontiera dei malviventi. Negli ultimi mesi le segnalazioni alle forze dell'ordine sono aumentate in maniera considerevole: a Ivrea come a Rivarolo, Cuorgnè, Chivasso.
Diversi i metodi utilizzati dai balordi del web. Dagli annunci farlocchi sui siti in cui si vendono oggetti usati (in questo caso gli acquirenti pagano per acquistare beni che non esistono e il venditore sparisce nel nulla subito dopo il pagamento) fino all'utilizzo dei dati delle carte di credito con le quali generalmente si effettuano transazioni sul web. In molti casi i truffatori si accontentano di qualche centinaio di euro.
Tra i raggiri più gettonati dell'ultimo periodo è tornata d'attualità la mail con ricatto, con la quale i truffatori chiedono denaro all'utente perché "scoperto" a visitare siti porno. Con tanto di minaccia di eventuale diffusione di immagini compromettenti. Anche in questo caso, benchè l'e-mail possa sembrare valida, si tratta di un raggiro, tentato per impaurire gli utenti e spingerli a pagare una somma di denaro.
Nella missiva i balordi dicono di avere beccato l’utente mentre visita un sito porno, di aver scaricato tutte le informazioni riservate e di aver installato un virus in grado di avere accesso alla webcam del computer, riuscendo in questo modo a filmarlo in atti intimi. Se l’utente non paga entro 48 ore le immagini verranno diffuse a terzi (quasi sempre parenti). La richiesta estorsiva, in molti casi, è di qualche centinaio di euro che va pagato in bitcoin.
In caso abbiate ricevuto questo tipo di mail sulla vostra casella di posta elettronica, intanto mantenete la calma: i truffatori non hanno scaricato alcun filmato o foto. Non pagate alcun riscatto e cambiate la password della vostra casella di posta.








