
CANAVESE - Sarà la Regione Piemonte a fornire e pagare farmaci e qualsiasi dispositivo necessario alla loro somministrazione per il suicidio medicalmente assistito. Questo nell'ambito delle linee di indirizzo decise dalla stessa Regione, inviate ieri alle Asl del territorio tramite circolare. E' la risposta al caso sollevato due settimane fa dall'Asl To4, alla quale si era rivolto un paziente per ottenere la procedura. E l'Asl, in assenza di linee guida, aveva risposto che il paziente era si idoneo alla procedura, ma si sarebbe dovuto arrangiare da solo perché l'azienda non poteva «fornire, prescrivere e consegnare farmaci o sostanze potenzialmente utilizzabili nella procedura».
«Dopo mesi dall’annuncio di Riboldi, la Giunta Cirio si è finalmente dotata di linee di indirizzo sul suicidio medicalmente assistito - dice Pasquale Coluccio, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle - l'ha fatto, come il Movimento 5 Stelle chiedeva da tempo, richiamando direttamente la pronuncia della Corte Costituzione sul diritto della persona ad ottenere dalla sanità pubblica farmaci, dispositivi e assistenza durante la procedura. Un passo avanti che va nella direzione della tutela della dignità della persona e dell’uniformità territoriale, ma c’è ancora molto da fare. Non è concepibile, infatti, che la garanzia di un diritto dipenda da una circolare ed un vademecum. Se si vuole evitare che casi come quello dell’Asl To4 si ripetano, servono regole stabili, trasparenti e controllabili dal Consiglio regionale, non meri atti amministrativi adottati dall’esecutivo».
È proprio questo l’obiettivo della proposta di legge presentata a metà novembre dallo stesso consigliere regionale. «La mia proposta è costruita come disciplina organizzativa regionale e contiene una clausola di cedevolezza, così da applicarla solo fin quando lo Stato non sarà intervenuto. È responsabilità della politica e delle istituzioni dare certezze a cittadini e operatori sanitari e tutelare i diritti. Per questo chiederò la calendarizzazione immediata della mia proposta di legge in Commissione e in Consiglio regionale».








