
Vent'anni. Incensurati. Mai un problema con la giustizia. Ragazzi di buona famiglia. Eppure venerdì scorso sono finiti in manette dopo aver spacciato soldi falsi alla festa dei coscritti di Cigliano (in provincia di Vercelli). Sono due ragazzi residenti a Bairo e Castellamonte. S.M. e L.T., amici venuti in possesso, chissà come, di diverse banconote da venti euro farlocche. Come fare per farle fruttare? Andare a una festa e pagare con quelle. Solo che hanno ordinato troppi caffè pagando sempre con i venti euro. Tanto che il cassiere della festa si è accorto del trucco e ha chiamato le forze dell'ordine.
E' successo venerdì sera nel piccolo centro del vercellese. Una festa dei coscritti come tante. Musica, balli, divertimento. I due giovani non sono del posto e vengono subito notati dai «locali». Ordinano uno, due, tre caffè. Poi pagano sempre con banconote da venti euro. Il resto di 18, ovviamente veri, subito nel portafoglio. All'ennesimo tentativo il cassiere s'insospettisce. Controlla meglio le banconote e si accorge che sono false. Un vigile urbano in borghese, presente alla festa per volontà del Comune di Cigliano, si avvicina ai due ragazzi e li ferma. Poi arrivano i carabinieri. Spuntano almeno 60 euro farlocchi utilizzati per pagare i conti alle casse.
Scattano le manette. Lunedì, dopo la convalida, i due sono stati scarcerati e rimandati a casa senza obblighi anche perchè incensurati. I carabinieri di Cigliano, in collaborazione con i colleghi di Castellamonte e Agliè, stanno adesso cercando di capire la provenienza di quei 20 euro fasulli. Di soldi falsi, in Canavese, si sono colorate le cronache degli ultimi mesi. Dall'omicidio di Pierpaolo Pomatto (l'uomo di Feletto trovato morto a Rivarolo Canavese con addosso delle banconote fac-simile) a quello di Gloria Rosboch. Nessuno di questi episodi ha un legame con l'altro, tanto meno la bravata dei due ventenni. Che però è anche una conferma del giro di banconote fasulle che, evidentemente, coinvolge tanti ambiti del Canavese.








