
E’ appena trascorsa la prima giornata mondiale dei Poveri, indetta da Papa Francesco il 13 novembre scorso. E adesso? Cosa possiamo fare noi, con la nostra difficoltà ad arrivare a fine mese, a volta con un lavoro precario, con figli che - pur cercando – non riescono a trovare un’occupazione che gli permetta de mettere su famiglia, di far crescere figli che abbassino l’età media così alta del nostro paese? Cosa possiamo fare noi di fronte ad un cambiamento epocale come quello dei nostri giorni? Sono domande vere, impellenti, alle quali ci sembra difficile trovare una risposta se non nascondendosi dietro a luoghi comuni.
Marco Paravano, coordinatore locale per il Canavese Occidentale del Banco Alimentare ha chiamato intorno a sé un folto gruppo di amici, oltre 200, appartenenti a varie associazioni: gli alpini dell’ANA e di altri sodalizi d’arma, i volontari della san Vincenzo e della Caritas, i tecnici delle locali sezioni della Protezione civile e dei radioamatori, i supporter dei comitati locali della Croce Rossa, gruppi scout, i giovani delle Parrocchie, di Comunione e Liberazione e di moltissime scuole, per dare una risposta semplice ed efficace all’appello.
Come Marco, altri decine di coordinatori locali in Piemonte ed altri centinaia nelle altre regioni si sono attivati per dare concretezza al più grande gesto di volontariato in Italia. Infatti, anche quest’anno avrà luogo il prossimo sabato 25 novembre la Gionata Nazionale della Colletta Alimentare. Per la ventunesima volta in tantissimi supermercati del canavese e di tutta Italia si avrà la possibilità di donare parte della propria spesa alla Fondazione Banco Alimentare che a sua volta sosterrà migliaia di enti che assistono quotidianamente i poveri delle nostre città, poveri che aumentano ogni giorno.
Il gesto è semplicissimo: i volontari distribuiranno all’ingresso dei punti vendita aderenti un sacchetto giallo che i clienti riempiranno all’uscita dopo le casse con alimenti a lunga conservazione (pelati, legumi, olio, scatolame, alimenti per l’infanzia) e che lo doneranno ai volontari che incontreranno. Tutti gli alimenti verranno poi inscatolati per essere raccolti alla fine della giornata presso alcuni centri locali come Ivrea o presso il magazzino centrale per la Provincia di Torino a Moncalieri. Analogamente avverrà nel resto del territorio nazionale.
Ecco i numeri dello scorso anno: 8.500 tonnellate di alimenti a lunga conservazione raccolti, 12.000 tra supermercati e punti vendita minori, 140.000 volontari, oltre cinque milioni di donatori. Numeri imponenti, ma anche nel suo piccolo il Canavese non ha scherzato. Nel solo triangolo Cuorgnè, Castellamonte e Rivarolo sono stati raccolti quasi 130 quintali di alimenti. Quindi sabato 25, tutti a fare la spesa per chi ne ha bisogno, condividendo i bisogni per condividere il senso della vita. (P.R)










