
COLLERETTO GIACOSA - C'è un episodio datato 1990 che lega il Canavese alla Regina Elisabetta, la sovrana britannica che si è spenta ieri all'età di 96 anni. Emerge dagli archivi dei giornali dell'epoca e, in particolare, dai ritagli del quotidiano torinese La Stampa. 32 anni fa, a seguito dei sopralluoghi delle guardie zoofile dell'Erma, dei carabinieri del Nas e del nucleo operativo di Ivrea, una ditta di Colleretto Giacosa finì nel mirino della procura. La segnalazione, infatti, parlava di maltrattamenti sugli animali impiegati in esperimenti dell'industria farmaceutica.
In particolare, a suo tempo, si indagò su una scimmia morta e su otto cani beagle, che si diceva fossero stati privati chirurgicamente delle corde vocali. L'inchiesta, alla fine, venne archiviata ma, nell'immediatezza, coinvolse politici, movimenti animalisti e scienziati. Se ne interessò, a quanto pare, anche Buckingham Palace perchè le notizie sui presunti esperimenti nell'azienda di Colleretto Giacosa erano state inserite nella rassegna stampa della Regina Elisabetta.
Tanto che, attraverso il Daily Mirror, arrivò una richiesta di adozione per gli otto cani beagle usati come cavie. La proposta (inviata allora all'Enpa) sarebbe stata caldeggiata proprio dalla famiglia Reale inglese e, in particolare, da Sua Maestà che, al tempo, era una riconosciuta esperta nell'allevamento di beagle. Archiviata l'inchiesta, l'intera vicenda finì nel dimenticatoio: a distanza di 32 anni, ancora nessuno sa se la regina Elisabetta chiese davvero di adottare quei cani.








