CANAVESE - Pugno di ferro dei carabinieri: sequestrate case e auto alle famiglie di nomadi sinti
Pugno di ferro dei carabinieri e della procura di Ivrea contro alcune famiglie di nomadi sinti residenti in Canavese e nei Comuni delle Valli di Lanzo. Ieri mattina, i militari dell'Arma hanno sequestrato undici immobili, auto, negozi e terreni a Leini, San Carlo Canavese e Villanova Canavese. Tutte proprietà di alcune famiglie di sinti piemontesi già ampiamente note alle forze dell'ordine. Oltre ai sequestri, la procura di Ivrea, su richiesta del pubblico ministero Alessandro Gallo e del procuratore capo Giuseppe Ferrando, ha chiesto e ottenuto dal tribunale sei provvedimenti di sorveglianza speciale ad altrettanti nomadi che, adesso, non potranno più allontanarsi dalle rispettive abitazioni.
 
In via Canova Pogliani, frazione Tedeschi di Leini, ieri i militari dell'Arma e i tecnici del Comune hanno posto i sigilli a quattro abitazioni realizzate negli anni senza alcuna autorizzazione. Lo stesso è avvenuto a Villanova Canavese dove i carabinieri della compagnia di Venaria Reale hanno sequestrato altre sette unità abitative di via Stura. Il passo successivo sarà la confisca delle abitazioni e la successiva demolizione. 
 
La sorveglianza speciale con l’obbligo di soggiorno è stata invece applicata a sei persone appartenenti alla stessa famiglia di nomadi di San Carlo Canavese, finite nei guai quando la procura di Ivrea, indagando sul loro conto, ha scoperto dichiarazioni dei redditi palesemente farlocche, visto che la famiglia è proprietaria di case e attività commerciali. Alcune di queste, secondo gli inquirenti, utilizzate per riciclare i soldi provenienti da attività illecite.