CANAVESE - Morti e contagi nelle case di riposo: difficilmente le inchieste sulle prime due ondate finiranno con un processo

TORINO - Vanno verso l'archiviazione le numerose inchieste aperte dalle procure in merito alle morti di anziani nelle Rsa nel corso delle prime due ondate covid. Sarebbe questa la direzione che hanno preso i fascicoli aperti dalla procura di Torino. Una direzione che, probabilmente, coinvolgerà anche i fascicoli aperti a Ivrea.

Le procure avevano posto un faro sulle tante case di riposo del territorio che avevano fatto registrare, nel corso delle prime due ondate covid, un forte aumento dei decessi. Almeno una dozzina, in tutto il Canavese, le Rsa coinvolte. Se la prima ondata aveva colto tutti alla sprovvista, almeno sulla seconda le strutture avrebbero dovuto mettere in atto una serie di provvedimenti per evitare i decessi. Così non fu in molte strutture e per questo, dopo le ispezioni dei carabinieri del Nas, erano partite diverse indagini.

Tuttavia, secondo fonti vicine alla procura, a Torino si va verso l'archiviazione perchè l'incidenza delle ondate successive del virus ha confermato che, allo stato attuale, non è possibile arginare il contagio e bloccare eventuali focolai. Solo il vaccino, di fatto, ha protetto i positivi dall'aggravarsi. C'è poi lo «scudo penale» introdotto nel 2021 che limita fortemente le responsabilità colpose del personale medico. Insomma, molto probabilmente nessuna delle indagini finirà con un processo.