
Buone nuove. Visto l'impegno della Regione, dell'Uncem e, in parlamento, di Enrico Borghi, Poste Italiane procederà all’attuazione del piano di razionalizzazione solo dopo aver completato il dialogo avviato con gli enti locali. Congelati i tagli previsti in Canavese e in tutti i paesi di montagna. Salvi, per ora, gli uffici postali di Baio Dora, Villate, Muriaglio. «La presenza territoriale è elemento fondante del Piano industriale di Poste che ha come principale obiettivo quello di includere tutti i cittadini nella trasformazione digitale e di migliorare continuamente la qualità del servizio - fa sapere Poste Italiane - attraverso una scrupolosa analisi delle esigenze reali del paese, in piena ottemperanza con il quadro normativo che garantisce il servizio universale postale, consapevoli del ruolo sociale e di mercato attribuito alla rete degli uffici, siamo impegnati a garantire capillarità alla nostra presenza coniugandola con l’esigenza di una sempre più necessaria efficienza verso la popolazione».
«Insieme alle Istituzioni Regionali approfondiremo il tema della nostra presenza territoriale continuando ad informare i territori sulla normativa all’interno della quale ci muoviamo con l’obiettivo di portare a casa dei cittadini nuovi e utili servizi.
A valle di questo ulteriore confronto, conciliando le esigenze aziendali con le istanze e le possibili eccezioni rappresentate dai territori, daremo attuazione alla trasformazione della nostra azienda».
La bozza di piano prevedeva 40 chiusure in provincia di Torino, così suddivise:
- Torino: Moncalieri 2, Torino 1, Torino 2, Torino 20, Torino 26, Torino 50, Torino corso Tazzoli, Baio Dora, Villate, Muriaglio, Pessione, Pianezza 1
Sono invece circa 130 i Comuni che vedranno ridursi l'orario settimanale del proprio ufficio postale (con apertura solo a giorni alterni):
- Canavese: Bairo, Mercenasco, Pratiglione, Ronco Canavese, Scarmagno, Torre Canavese, Tavagnasco, Cuceglio, Prascorsano, Pecco, Ciconio, Cintano, Valprato Soana.
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