
Arrivano pessime notizie dalle rilevazioni di Nimbus sul ghiacciaio Ciardoney (foto webcam) in Valle Soana, nel cuore del Parco nazionale del Gran Paradiso. Il caldo delle ultime estati ha messo a dura prova il ghiacciaio che, purtroppo, non è in buona salute. La missione di Nimbus ha segnato i trent'anni dall'inizio del monitoraggio del ghiacciaio, avviato nel settembre 1986 da Luca Mercalli e Fulvio Fornengo. «Un traguardo di grande soddisfazione e rilievo scientifico - spiegano i ricercatori - reso possibile in primo luogo dalla collaborazione con IREN Energia (ai tempi AEM Torino), che ha sempre creduto in questa attività e facilitato la logistica delle misure mettendo a disposizione i propri mezzi, dall'elicottero al piano inclinato Telessio-Valsoera».
Nonostante il buon recupero primaverile dell'accumulo nevoso dopo la siccità di inizio inverno e un lieve ritardo nell'avvio della fusione estiva in maggio-giugno, il caldo sopra media di luglio e agosto 2016 e quello eccezionale e tardivo della prima metà di settembre ha spogliato tutto il ghiacciaio dalla neve stagionale e indotto l'ennesimo bilancio di massa pesantemente negativo, pari a -1,8 metri di acqua equivalente e pressoché identico a quello del 2015. All'ulteriore smagrimento del ghiacciaio è corrisposto anche un netto ritiro della fronte, in media di 17,8 metri ai due segnali di misura (-26,5 metri nel settore sinistro e -9 metri in quello destro).
Il ghiacciaio, insomma, sta rapidamente scomparendo. Da quando è iniziata l'opera di monitoraggio la fronte si è ritirata di 365 metri e la superficie glaciale si è abbassata di oltre 50 metri nel settore inferiore, che ora si presenta sempre più gracile, concavo e disseminato di detriti. Un disastro: di questo passo, nel giro di 20-40 anni non resterà più nulla del grande ghiacciaio della Valle Soana.
Foto e video di Nimbus sono disponibili CLICCANDO QUI








