
CANAVESE - Il 7 gennaio (in teoria) riapriranno le scuole ma è ancora caos sui trasporti. Lo sottolineano gli assessori all'istruzione di Castellamonte, Rivarolo, Cuorgnè e Valperga, Claudio Bethaz, Costanza Conta Canova, Davide Pieruccini e Paola Vallero, che chiedono alla Regione importanti rassicurazioni in vista della ripresa della didattica in presenza. Altrimenti si riproporranno gli stessi problemi già visti a settembre.
«La riapertura delle scuole in presenza dopo le vacanze di Natale è uno degli argomenti più urgenti tra quelli oggetto di discussione in questi giorni tra regioni e governo. Il tema è tanto importante quanto delicato e complesso e per questo richiederebbe una riflessione attenta e dialogo e confronto costanti con i diversi territori che compongono la nostra Regione, per risolvere, anche in modo parziale, i problemi connessi al mondo della scuola. Uno di essi, forse il più evidente, è quello del traporto scolastico. Il Canavese, in cui erano riscontrabili criticità in questo ambito già prima dell' emergenza Covid19, ha assistito, al ritorno sui banchi dopo la prima ondata, all'aumento dei problemi relativi alla mobilità degli studenti (eccessivo affollamento dei mezzi, insufficienza del numero di corse). E la situazione rischia di ripresentarsi uguale al ritorno a scuola dopo la seconda ondata».
Come assessori all'istruzione di Comuni sede di più ordini di scuola, in particolare di scuole superiori, le più coinvolte dal trasporto inter comunale, «siamo molto preoccupati dalla mancanza di rassicurazioni, informazioni o anche solo di un confronto con la Regione in merito al tema del trasporto scolastico: alla riunione di metà dicembre con l'agenzia piemontese per la mobilità, che aveva coinvolto tutti i comuni del Piemonte, non è seguito nessun incontro più mirato con i singoli territori o almeno le singole aree omogenee, ognuna delle quali ha delle problematiche diversa dai territori vicini».
«Consci che i tempi sono di straordinaria difficoltà per qualsiasi ambito, chiediamo alla Regione un dialogo che sia costruttivo per rispondere ad alcune domande: si è pensato di integrare le linee Rivarolo-Castellamonte-Ivrea e Pont-Cuorgnè-Castellamonte-Ivrea, sottodimensionate come numero di corse a disposizione rispetto alle necessità degli studenti del bacino d’utenza? Come verrà organizzata la sostituzione della linea ferroviaria Rivarolo Pont chiusa dal 1 gennaio e di fondamentale importanza per gli studenti delle Valli? Nell'ipotesi di una capienza dei mezzi al 50%, si è pensato ad un' integrazione del numero degli stessi sulle linee principali? Sono state chieste adeguate garanzie al nuovo gestore della tratta ferroviaria Chieri -Rivarolo, riguardo al servizio per gli studenti, anche in termini di costi, che leggiamo essere notevolmente aumentati? Perché, se quello allo studio è un diritto, allora è anche un diritto poter raggiungere le scuole e farlo il più possibile in sicurezza e gli amministratori di ogni livello devono essere in prima linea per garantire questo diritto».











