
Una sera di inizio novembre, fredda ma con il cielo stellato, una trentina di persone di varie località del Canavese si incontrano a Favria, presso la sede della Protezione Civile, per definire con Marco Paravano, responsabile locale del Banco Alimentare per il Canavese, gli ultimi dettagli tecnici relativi alla Colletta Alimentare numero 20, che si svolgerà sabato 26 novembre. Ci sono rappresentati di varie Associazioni e movimenti della zona: Alpini, Gruppi di Protezione Civile, Paracadutisti, Artiglieri, Caritas e San Vincenzo, Scout e Comunione e Liberazione, nonché semplici persone che donano il loro tempo libero a favore degli altri. Riunione analoghe si svolgono svolte in altre zone del Canavese – come Ivrea e Chivasso - e di tutta Italia, con rappresentanti dei medesimi gruppi o di chissà quanti altri, come i radioamatori, le parrocchie, gli avieri, la Croce Rossa o le Misericordie.
Un panorama estremamente variegato sta quindi dietro ad uno dei gesti più significativi di volontariato che si svolge in Italia da ormai vent’anni. «Non si può distogliere lo sguardo e voltarsi dall’altra parte per non vedere le tante forme di povertà che chiedono misericordia. Non mi stancherò mai di dire che la misericordia di Dio non è una bella idea, ma un’azione concreta. La verità della misericordia, infatti, si riscontra nei nostri gesti quotidiani». Queste parole di Papa Francesco ai partecipanti al Giubileo degli operatori di misericordia, il 3 settembre 2016 in piazza San Pietro a Roma, sono diventate il leit motiv di questa Colletta.
Marco Paravano ha voluto iniziare proprio così il suo incontro, riprendendo le ragioni di un gesto nato tanti anni fa dall’incontro del cavalier Fossati, presidente di un grande ditta di prodotti alimentari, con don Luigi Giussani, fondatore di Comunione e Liberazione. Dopodiché si sono definiti tutti gli aspetti meramente tecnici, altrettanto importanti per la buona riuscita della giornata. Basti pensare che solo in questa piccola zona aderiscono all’evento ben 28 supermercati piccoli e grandi e oltre 250 volontari.
I risultati sono sempre stati importanti. Quest’anno, grazie al Banco si riescono a dare oltre 1 milione e mezzo di pasti al giorno alla moltitudine di poveri che vivono in Italia (le statistiche parlano di oltre 4 milioni di persone). Però si capisce che quanto è stato fatto finora non è sufficiente. Basta perciò andare in uno dei tantissimi supermercati e aggiungere alimenti a lunga conservazione (pelati e legumi, biscotti o omogeneizzati, tonno, olio e zucchero) alla propria spesa e lasciarli all’uscita ai volontari con la classica pettorina gialla. Un piccolo gesto di gratuità, una goccia d’acqua che però insieme a tantissime altre gocce fanno un oceano di misericordia. Per ulteriori informazioni basta andare sui social e digitare #colletta16. (Paolo Ricco)











