CANAVESE - Eutanasia legale: in tre mesi raccolte 3268 firme sul territorio

IVREA - Ieri, venerdì 17 settembre 2021, il Comitato promotore del Referendum Eutanasia Legale per l’area del Canavese ha consegnato a Torino le ultime 574 firme raccolte in Canavese per il referendum che mira ad abrogare parzialmente l’art.579 del Codice Penale riguardante l’omicidio del consenziente, permettendo che l’eutanasia attiva sia consentita nelle forme previste dalla legge sul consenso informato e il testamento biologico.

In tre mesi (da inizio luglio ai primi di settembre) sono state raccolte ben 3.268 firme grazie all’allestimento di 31 tavoli/punti di raccolta organizzati in 20’comuni del Canavese. In particolare la campagna di sensibilizzazione ha fatto tappa a Ivrea, Caluso, Castellamonte e Cuorgnè, ma anche ad Apolide Festival di Vialfrè e nei comuni di Borgiallo, Borgofranco d’Ivrea, Candia Canavese, Ceresole Reale, Colleretto Giacosa, Fiorano Canavese, Lessolo, Mazzè, Rivarolo Canavese, Romano Canavese, Rueglio, Salerano, Val di Chy, Vidracco e Vistrorio.

«I primi tavoli sono partiti a Ivrea (a inizio luglio) in occasione della patronale di San Savino mentre l’ultimo è stato allestito a Castellamonte, sempre ai primi di settembre per la festa del volontariato. Le firme sono state raccolte nei mercati e in occasione di feste e momenti culturali - ha spiegato sui social Paola Gamba del Comitato promotore del Referendum per l'area del Canavese - Hanno contribuito a raccogliere e ad autenticare le 3.268 firme molti sindaci e consiglieri comunali, due avvocati e dei volontari. Un risultato straordinario. Grazie a tutti e a tanti. Sono più di 900mila le persone che hanno firmato per il referendum sull’eutanasia legale. Alle 600mila cartacee – raccolte sui banchetti di tutta Italia – si sono aggiunte oltre 300mila firme online. La maggior parte sono di giovani, in particolare di donne tra 18 e i 35 anni. Per quanto riguarda la provenienza geografica, le firme vengono nello specifico, il 56% dal Nord, il 28% dal Centro e il 16% dal Sud».