CANAVESE - Esplode la «moda» del canyoning e il soccorso alpino si organizza - FOTO

CANAVESE - Canyoning, torrentismo, forrismo, sono tutti sinonimi della pratica di scendere i corsi d’acqua tramite salti, scivoli e con l’utilizzo di tecniche su corda. È uno sport non nuovo ma che sta vivendo una seconda giovinezza in questi ultimi anni. A livello nazionale si sta registrando un massiccio incremento di praticanti, come dimostrato dai numerosi corsi di torrentismo organizzati da nord a sud. 

Su scala locale basta guardare cosa succede nelle valli di casa nostra. Tra Valle Orco, Val Soana e Canavese i torrenti attrezzati per questa pratica sono una ventina. Questi luoghi sono già stati location di due raduni internazionali di torrentismo organizzati negli ultimi anni dall’A.I.C. (Associazione Italiana Canyoning), che hanno reso i torrenti conosciuti e frequentati da centinaia di sportivi italiani e stranieri. Purtroppo sono anche stati anche scenario di incidenti, talvolta gravi. 

Il fenomeno non è sfuggito all’attenzione della Delegazione Canavesana del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese. Le sue stazioni, da sempre a presidio del territorio, sempre pronte a portare soccorso medicalizzato in ogni ambiente impervio, nel giro di pochi anni hanno costituito una nutrita squadra di forristi che è già stata chiamata in numerose occasioni a intervenire nelle gole e nei torrenti in zona e fuori. 

La squadra a oggi conta 16 volontari, tra cui un medico rianimatore, che hanno seguito e superato i corsi di formazione della Scuola Nazionale Forre (S.Na.For) del CNSAS in aggiunta alle qualifiche “alpine” già conseguite dai soccorritori. Il percorso richiede svariate giornate di addestramento ed esaminazione in ambiente sulla movimentazione in forra e sulle manovre di stabilizzazione e trasporto dell’infortunato con l’utilizzo di presidi specifici, come la barella stagna da canyoning, sviluppati espressamente per evacuare gli infortunati lungo i torrenti, sia in acqua e sia lungo le teleferiche che occorre attrezzare spesso in questo tipo di scenari. 

Per arrivare preparati all’estate in corso, la squadra forre ha effettuato due esercitazioni per affinare le tecniche di progressione, di trattamento di un figurante infortunato, di trasporto della barella e di generale affiatamento tra i componenti. L’esercitazione del 2 luglio, in particolare, si è svolta nelle acque del torrente Vallungo, comune di Locana, in uno scenario particolarmente complesso da un punto di vista logistico che ha richiesto la messa in pratica di tutte le tecniche di movimentazione della barella stagna, dalla navigazione nel torrente, al trasporto a spalle, alla calata per mezzo di teleferica, fino al recupero verso l’alto per lo sforramento. (Pierluca Benedetto)