RIVAROLO CANAVESE - Strade quasi deserte. Pochi pedoni. Pochissimi ciclisti. Ai tempi del coronavirus cambiano i nostri paesi. A parte le code in qualche supermercato e davanti agli uffici postali, sembra di vivere perennemente in una domenica d'agosto. Solo che manca il caldo e il clima vacanziero. Senza contare che quasi tutti quelli che incontri hanno la mascherina: non proprio una situazione che ti mette a tuo agio.
Le restrizioni imposte dallo Stato per arginare la diffusione del coronavirus hanno modificato le abitudini delle persone. E, di riflesso, i centri abitati seguono di pari passo il cambio dello stile di vita. Ci sono ancora (troppe) auto in giro ma è un traffico ampiamente ridotto. Le forze dell'ordine sono impegnate in numerosi posti di blocco ma spesso arrivano chiamate ai centralini per assembramenti di varia natura. Basta vedere un'auto con le sirene e la gente si sparpaglia. Il più delle volte i marciapiedi sono comunque deserti e se ci si incontra si resta a distanza di sicurezza.
Ci vorranno ancora settimane per tornare alla normalità. Con l'aiuto e l'impegno di tutti. Questa battaglia non si vince con qualche giorno di quarantena. Serve molto di più. Facciamoci l'abitudine: i nostri paesi rimarranno fermi ad una domenica d'agosto qualsiasi ancora per un bel po' di tempo...












