Dal pandoro Motta, alle Macine del Mulino Bianco, dalle Nastrine agli omogenizzati della Plasmon, decine i prodotti finiti nella black list degli alimenti nocivi targata Asl. Il foglio scritto su carta intestata, riproduceva fedelmente i simboli dell'azienda sanitaria locale e portava i riferimenti del presidio ospedaliero di Ciriè Lanzo e del presunto “mittente”, il dirigente Adalberto Brach del Prever.
Un falso perfetto circolato per settimane sui social network e su internet, che elencando una serie di prodotti ed eventuali contenuti dannosi metteva in allerta i cittadini, inclini a fidarsi dell'ufficialità di un documento proveniente dalla Pediatria dell'ospedale ciriacese. Con un comunicato stampa l'Asl To4 ha preso le distanze dall'elenco che è risultato essere un “grossolano falso”.
“Qualcuno - fanno sapere i vertici dell'azienda – ha fraudolentemente utilizzato l'intestazione ricavata da un documento dell'Asl per dare i crismi dell'autorevolezza ad una lista creata da altri. Attraverso un controllo in rete si è scoperto che la lista circola da tempo ed è citata e riportata senza nessun riferimento ad università, Asl, o azienda o centro studi che abbia effettuato tale ricerca”.
L'elenco, segnalato da una paziente è stato consegnato alle autorità competenti che ora cercheranno di risalire all'autore della bufala.








