
CHIVASSO - Cisl e Uil hanno proclamato lo stato di agitazione del personale dell'Asl To4 dopo che l'azienda sanitaria non ha garantito le ferie estive ai propri dipendenti. «Se fosse stato assunto tutto il personale promesso non sarebbe stato necessario spremere i dipendenti come limoni di cui è rimasta solo la buccia - dicono le sigle sindacali - il 5 giugno, senza alcun confronto, l'azienda ha comunicato l'assoluta subordinazione alle esigenze aziendali dei diritti dei lavoratori. Questo è inaccettabile». Cisl e Uil hanno chiesto un immediato incontro al prefetto per «discutere i termini di questa assurda decisione», sottolineando che in questi tre mesi di emergenza i dipendenti dell'Asl To4 hanno dimostrato «enorme abnegazione e senso di responsabilità» nella battaglia contro il covid.
«A seguito di numerose sollecitazioni sollevate durante le videoconferenze - segnalano i sindacati - quando finalmente emergeva un certo allentamento della fase emergenziale, le scriventi richiedevano venisse previsto un apposito piano ferie estive, come previsto dalla normativa contrattuale. La risposta a tali richieste, perveniva ai lavoratori direttamente sulla mail aziendale, senza alcuna informazione alle scriventi, e recitava letteralmente: “E', in effetti, necessario un contemperamento delle opposte necessità tra la primaria esigenza del servizio da garantire e il legittimo, anche se subordinato, interesse del dipendente alla fruizione delle ferie". Le scriventi, inoltre, hanno più volte richiesto chiarimenti riguardo beneficiari e motivazioni relativi l'assegnazione della indennità di malattia infettiva, retribuita con le competenze del mese di maggio. Queste sigle sindacali ritengono necessaria la proclamazione dello stato di agitazione sindacale».
«Le lavoratrici ed i lavoratori operano ormai da oltre tre mesi in condizioni psicofisiche difficili e si sono comunque sempre resi disponibili, nel suddetto periodo, a modifiche orarie e organizzative, dimostrando responsabilità deontologica - dicono ancora Cisl e Uil - malgrado il confronto e le trattative informali tra azienda e sindacato, ove sono emerse tutte le criticità del caso e le differenti posizioni, l'azienda rimarca con tale comunicazione la supremazia dell'azienda rispetto al diritto di concordare un periodo di meritato riposo».
«Nel frattempo l'azienda stessa ha dato disposizioni di implementare l'attività, anche facendo ricorso a risorse straordinarie quali quelle individuate dalla legge Balduzzi, per ridurre le liste d'attesa aumentando così la necessità di risorse umane proprio nel periodo che sarebbe finalmente potuto servire per recuperare forze fisiche e psichiche. Ritenendo tali atteggiamenti inaccettabili in quanto lesivi dei diritti dei lavoratori ed in contrasto con i dettami contrattuali del contratto vigente, in attesa della convocazione da parte del Prefetto di Torino, nel periodo di agitazione sindacale saranno garantite, dai lavoratori nostri iscritti, le sole prestazioni ordinarie di lavoro e le lavoratrici/ori non saranno in alcun modo tenuti ad effettuare attività in funzione della Legge Balduzzi».








