CANAVESE - Anziani morti nelle case di riposo a causa del covid: inchieste verso l'archiviazione?

CANAVESE - Potrebbe fare giurisprudenza la decisione del giudice di Torino che ha disposto l'archiviazione dell'inchiesta sui casi di covid che tra il febbraio e l'aprile del 2020 si verificarono in una casa di riposo della prima cintura torinese. Erano indagate per il reato di epidemia colposa tre persone dello staff della casa di riposo.

A chiedere l'archiviazione del caso era stato anche il pubblico ministero Vincenzo Pacileo, in base alle scarse conoscenze scientifiche del momento, delle indicazioni che arrivavano dalle autorità sanitarie e della penuria di dispositivi di protezione. In quel caso il covid colpì 25 anziani ospiti della struttura, nove dei quali morirono. Ma anche 12 operatori socio sanitari, due impiegate amministrative e tre suore.

Il giudice ha sposato in pieno la versione del pubblico ministero. La decisione, come detto, potrebbe far giurisprudenza perchè anche altre procure hanno aperto fascicoli per le morti di covid nelle Rsa nel corso della prima ondata della pandemia. E tra queste anche la procura di Ivrea: una dozzina le case di riposo in Canavese finite sotto la lente degli inquirenti.

Di fatto la procura di Torino ha specificato per la prima volta che una morte per covid è diversa da una morte con covid: per contestare l'omicidio colposo, infatti, bisogna poter dimostrare che l'adozione di misure da parte dei responsabili delle case di riposo avrebbe evitato l'evento. Circostanza difficile considerato anche il contesto dell'epoca, quando non solo non c'erano i vaccini ma, in molti casi, mancavano persino i dispositivi di protezione individuali, come guanti e mascherine.