
Toccherà alla procura di Ivrea stabilire se quelle maestre hanno effettivamente maltrattato un bimbo di nove anni alle scuole elementari. Il papà, per capire che cosa succedesse in classe, si è trasformato in investigatore: ha incollato un registratore al cappotto del figlio e ha registrato, per diverse settimane, tutto quello che succedeva in classe. Ora la segnalazione è stata inviata alla procura che dovrà valutare il caso. Compresa la legittimità delle registrazioni. Il tutto è successo in un piccolo Comune del Canavese, non reso noto per tutelare il piccolo.
Scuola elementare, classe terza. I dissidi tra la maestra e il bimbo emergono fin dai primi giorni dell'anno scolastico. Da una parte c'è l'insegnante che informa i genitori degli atteggiamenti poco rispettosi del bimbo. Tanto da consigliare una visita da un neuropsichiatra infantile. Dall'altra il giovane alunno di nove anni che respinge le accuse al mittente e, ai genitori, dice chiaramente di essere accusato ingiustamente. Da qui l'idea del padre di dotare il figlio, a sua insaputa, di un piccolo registratore audio.
Il quadro che ne sarebbe emerso, in realtà, darebbe ragione al bambino. Per questo, prima della comunicazione in procura, il genitori ha inviato una lettera alla preside della scuola e all'ufficio scolastico regionale per riassumere l'accaduto. Tra gli episodi registrati ci sarebbero gravi violenze psicologiche sul bambino che, tra le altre cose, sarebbe stato più volte sgridato senza motivo, consentendo addirittura che venisse malmenato e umiliato dai compagni. La famiglia si è rivolta a un legale.








