
La banda dei bancomat aveva una sede "operativa" in un garage di Favria. Lo stesso garage, al Villaggio Castello, che i carabinieri del reparto investigativo di Torino hanno "visitato" la scorsa settimana. Due gli arrestati: erano soliti assaltare di notte sportelli bancomat con il volto coperto con le maschere di Donald Trump. Dopo gli ultimi due colpi (a Cavallermaggiore, tentato furto aggravato allo sportello bancomat della banca Unicredit, e a Vigone, furto di oltre 92 mila euro alla banca Unicredit), due fratelli sinti, Vittorio Laforè, 26 anni, e Ivan Laforè, 30 anni, entrambi residenti ad Alpignano, sono stati arrestati.
Sono sospettati di decine di assalti in tutto il Piemonte. La tecnica utilizzata dagli indagati è quella della cosiddetta "marmotta", ossia un ordigno che si inserisce all’interno degli sportelli per farli saltare. I Laforé hanno sempre utilizzato auto rubate per raggiungere le banche da assaltare. In quasi tutti i colpi hanno utilizzato una Mercedes bianca Classe A ispirandosi al film The Jackal con Bruce Willis, Richard Gere e Sidney Poitier.
I due forzavano la fessura di erogazione delle banconote, realizzando una profonda apertura, e poi inserivano la "marmotta esplosiva". L’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza delle banche assaltate e il confronto dei dati relativi al controllo del territorio, persone e mezzi fermati prima e dopo i colpi, hanno permesso ai militari di individuare i due fratelli sinti.
A Favria, nel garage di proprietà di un uomo del posto (che era ignaro di tutto e non è stato, per ora, nemmeno denunciato) i carabinieri del reparto investigativo di Torino hanno trovato il materiale utilizzato per confezionare gli ordigni esplosivi, un'auto rubata e alcuni "jammer", degli oggetti elettronici che disturbano le frequenze, utilizzati per far saltare i bancomat. La banda è sospettata anche dei colpi di Strambino e Caluso dello scorso mese di maggio.















