CANAVESE - 100 anni fa lo scoppio della "Grande Guerra"
Cent'anni fa, a Sarajevo, l'attentato all'Arciduca Francesco Ferdinando d'Asburgo e alla sua consorte segnò l'inizio della Prima Guerra Mondiale. Un gesto grave ma non gravissimo, che fece scoppiare la polveriera balcanica. Lo stesso giorno l'Austria Ungheria dichiarò guerra alla Serbia, innescando il gioco di incroci ed alleanze che si era andato a formare nel corso del secolo precedente. Per chi l'ha vissuta, la Prima Guerra Mondiale è rimasta sempre la Grande Guerra. 
 
Grande per il numero di paesi coinvolti, di truppe mobilitate e tristemente anche di vittime, quasi 10 milioni. Praticamente un soldato su sette che prese parte al conflitto non tornò mai più a casa. A ricordarlo oggi ci sono i tanti monumenti ai caduti, le lapidi, e qualche targa. Ogni paese del Canavese ha visto morire nelle trincee qualcuno dei suoi ragazzi. Una guerra in cui noi entrammo, come sempre, solo un anno dopo il 24 maggio del 1915. 
 
Qualcuno si arruolò spontaneamente, spinto dagli ideali irredentisti e dalla quarta guerra di indipendenza, altri per forza, resi ormai scettici dalle imprese belliche del Regno d'Italia, la maggior parte di loro spinto dalla leva o dalla necessità. Non mancarono le medaglie al valore, soprattutto tra coloro che scelsero l'aviazione, segno della nuova tecnologia, che insieme a sottomarini, dirigibili e gas decise le sorti del conflitto. La maggior parte conosceva qualche parola di italiano, ma solo con il dialetto riusciva a sentirsi a casa. 
 
L'unico modo per rimanere a contatto con chi rimaneva a casa, erano le lettere che di solito scriveva, per se e conto terzi, chi aveva avuto la fortuna di studiare. Una memoria preziosa, che è rimasta custodita nei cassetti, e nei ricordi di chi l'ha vissuta. Pezzi di storia, che Quotidiano Canavese, chiede ai lettori di condividere, diari, lettere, medaglie, giornali, ricordi, per creare un documento multimediale condiviso, “UnosuSette”, salvandoli dall'oblio. 
 
Chiunque volesse raccontare una storia, un racconto tramandato dai nonni, dai genitori, rendere pubblici documenti, ricordi o ritagli di storia può scrivere all'indirizzo info@quotidianocanavese.it. 
 
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