CANAVESANI IN MEETING - Un luogo lontano, un arrivederci
Si stanno smantellando i primi stand mentre ė in corso l'ultimo incontro di questa edizione numero 38 del Meeting. In una sala a forma di chitarra si sta per svolgere un momento di canti dedicato a Claudio Chieffo, uno dei più grandi cantautori cattolici morto dieci anni fa. Davanti a me un folto gruppo di ragazzi, alcuni con le classiche magliette colorate dei volontari. Una piccola parte di loro arriva da Torino e tra questi anche alcuni dal Canavese. Altri ragazzi canavesani stanno girando per i padiglioni della fiera, altri sono invece tornati a casa nei giorni scorsi.
 
Sento una canzone che dice che la strada che porta a casa ė bella, che ė bella questa nostra vita. Il Meeting  è un luogo che serve per tornare a casa. Una suora saluta il figlio del cantautore che ricorda il padre nella barba fulva: anche lei deve tornare alla sua casa, probabilmente un convento. Il Meeting è una casa in cui uno vive in una settimana ciò che aiuta a stare nella propria per gli altri giorni dell'anno. Gli amici che sono tornati a casa a Rivarolo, a Cuorgné o a Ivrea fanno trasparire nelle loro telefonate o nei brevi messaggi la contentezza di essere stati anche se solo per pochi giorni a questa kermesse dell’estate riminese. Edizione che ha visto un incremento delle presenze, sebbene gli spazi a disposizione quest'anno erano sensibilmente ridotti. 
 
Abbiamo parlato di politica, ma al Meeting si è parlato di tutto, nelle varie conferenze, nelle mostre, ai tavoli dei bar e dei fast food. Si ė parlato di politica, di migranti, di muri e di ponti, ma anche di religione e di salute, di economia  e di storia. Temi per tutti i gusti, anche per chi ama la musica, ascoltando appunto le canzoni di Chieffo o seguendo la Madama Butterfly in forma di concerto eseguita dalla China National Opera House. Intorno a me ragazzi italiani e stranieri, famiglie con bambini e coppie di genitori in procinto di divenire nonni. Entro nel salone principale per ascoltare l’incontro conclusivo con il segretario di Stato vaticano, s.e. mons. Parolin.
 
Riferendosi alle violenze terroristiche, afferma che quando le religioni «non intraprendono un percorso critico nei confronti delle parti più ambigue, quando non si distaccano o non si dissociano, condannando adeguatamente le efferatezze commesse in loro nome», accade che «la violenza, in nome di qualsiasi religione venga commessa, retroagisce negativamente su di essa e sui suoi fedeli». Ricorda di non  confondere la natura dei conflitti con la loro giustificazione ideologico-religiosa. Esco dall'auditorium. Si impilano sedie, i volontari della Piazza dei Mestieri di Torino accatastano i fusti della birra che producono in questo centro d'eccellenza di formazione per molti ragazzi torinesi e non solo, presente al Meeting  da alcuni anni.
Viene annunciato il titolo della prossima edizione: “Le forze che muovono la storia sono le stesse che rendono l’uomo felice”. Un titolo certamente impegnativo, sicuramente interessante. Una canzone di Chieffo ricorda come ė difficile dormire dopo che si ė ammirata la volta stellata. Il Meeting ė così: una stella polare che ti guida nel tragitto della vita, per i canavesani e non solo loro.  (p.r)