CALUSO - Paura ebola: i ragazzi del Congo restano a casa
Niente visita degli studenti di Kasongo, nella Repubblica democratica del Congo, al liceo Martinetti di Caluso. La dirigenza scolastica, al netto delle preoccupazioni sollevate da genitori e docenti, ha deciso di annullare la visita degli studenti stranieri. La paura? L'ebola. 
 
«I promotori del progetto, insieme al sottoscritto, convengono che sia ragionevole applicare il principio di tolleranza verso le paure manifestate, ancorché infondate, pertanto non includeranno la visita al liceo Martinetti nel programma delle attività della delegazione di Kasongo» annuncia il preside Daniele Vallino sul sito internet della scuola. 
 
«Una delegazione da Kasongo (Repubblica Democratica del Congo) farà visita in Piemonte, in occasione del salone Terra Madre - spiega il dirigente scolastico - allo stesso appuntamento è stato proibito dall'OMS di partecipare alle delegazioni di paesi ritenuti a bassissimo rischio (es. Nigeria, attualmente eliminata addirittura dalla lista paesi a rischio)». Il Congo, però, nella lista non c'è. 
 
«Nonostante gli oggettivi dati, che portano l'infondatezza delle preoccupazioni come necessaria conseguenza, sono rimaste paure in capo a numerose persone - conferma Vallino - I promotori del progetto, insieme al sottoscritto, ritengono pertanto opportuno applicare un principio di tolleranza».
 
L’ebola non può passare da uomo a uomo per via aerea, ma la trasmissione del virus può avvenire solo con il contatto diretto dei fluidi corporei di una persona infetta. I fluidi più pericolosi nella trasmissione del virus sono la saliva, il latte materno, il sangue (in particolare proveniente dal naso), le lacrime, lo sperma, il catarro, il vomito, il sudore, l’urina e le feci. Il contagio però non può avvenire attraverso la pelle, ma il virus deve entrare in contatto diretto con un fluido corporeo interno. Per questo, è necessario che l’ebola entri nel corpo attraverso una ferita aperta o un’abrasione della pelle, oppure tramite le mucose, gli occhi, il naso, la bocca o i genitali. Viste le procedure sanitarie in atto, non c’è un rischio reale di espansione di Ebola in Italia. 

 

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