
L'associazione culturale Via Romea Canavesana annuncia tristemente la scomparsa del professor Giorgio Cavaglià, storico, insegnante, saggista e studioso del Canavese, avvenuta improvvisamente la notte tra venerdì 22 e sabato 23 novembre nella sua casa di Caluso.Come ogni anno avrebbe aperto il ciclo di conferenze dell’associazione; aveva già fissato e comunicato la data: il 14 febbraio a Mazzè, dove avrebbe parlato di «Un filo continuo di civiltà» tra il Medioevo e i nostri giorni.
Classe 1951, Giorgio Cavaglià è stato a lungo insegnante di materie letterarie, ha fondato e diretto l’associazione mazzediese “Francesco Mondino” ed è stato vicepresidente - oltre che cofondatore, insieme a Livio Barengo - dell’associazione Via Romea Canavesana.Al suo lavoro sul campo che diventava, affidato alla sua penna, saggio critico dalla scrittura asciutta e chiara, si devono molte scoperte e approfondimenti sulla storia e l’archeologia del Canavese di cui "Appunti di storia calusiese, I quaderni delle Purtasse" (1984), "Contributi alla storia antica di Mazzè e del Canavese" (1987) sono sono solo alcuni esempi.
Nella prefazione al suo monumentale saggio "Contributi sulla romanità nel territorio di Eporedia", dedicato alla moglie e al figlio, egli raccontava proprio l’esordio della sua ricerca e il profondo studio degli anni seguenti, fino alla pubblicazione, vent’anni dopo, nel 1998: «Il presente studio ricalca in sostanza la mia Tesi di Laurea in Lettere: Contributo sulla Romanità nell’agro di Eporedia, Università degli Studi di Torino.Relatore: Chiar.mo Prof. Franco Carrata Thomes. A.A. 1978-’79. Sulla tesi ho continuato a lavorare negli anni, revisionando dati e teorie, aggiornando la documentazione e la bibliografia».
Il presidente emerito dell'associzione Livio Barengo, colpito per la perdita del professore, suo amico da oltre trent'anni dichiara che «la Via Romea Canavesana deve molto a Giorgio, persona buona e gentile, di vastissima cultura, sempre disposto a offrirla gratuitamente a tutti e si augura che il suo esempio venga seguito in futuro, come miglior modo, senz'altro, per onorare la sua memoria». Anche l'attuale presidente Danilo Alberto dedica il suo ricordo allo studioso, a cui era unito da una sana curiosità e dalla passione per i segreti del territorio canavesano. (L.r.)








