
Nella sera del 23 maggio, intorno alle 22:30, un treno regionale Trenitalia della linea Chivasso-Ivrea-Aosta si scontrò con un tir tra la stazione di Rodallo e Caluso, al passaggio a livello di Arè. L'incidente causò diciannove feriti e due morti: il macchinista del treno Roberto Madau di 61 anni residente ad Ivrea e l'autotrasportatore Stefan Aurelian di 64 anni originario della Romania e residente a Busto Arsizio (Varese), che guidava un Fiat Doblò a scorta del tir.
L'autista del mezzo pesante, Darius Zujis lituano di 39 anni, è stato inizialmente l'unico indagato per omicidio colposo e disastro ferroviario. Il tir aveva un carico molto pesante che ne rallentava i movimenti, così durante l'attraversamento dei binari non riuscì a sgomberare la strada in tempo prima che le sbarre si abbassassero e il treno lo travolgesse.
Il mezzo era troppo ingombrante e dalle indagini è emerso che il trasportatore non ha adempiuto all’impegno contenuto nella documentazione allegata alla domanda di trasporto eccezionale presentata l’8 maggio ad Anas, con la quale aveva espressamente dichiarato che non avrebbe impegnato il passaggio a livello con linee aeree elettrificate lungo la strada di competenza.
Zujis si è difeso dichiarando in sede di interrogatorio che non era lui a decidere l'itinerario dei suoi viaggi. Successivamente sono state iscritte altre cinque persone nel registro degli indagati della Procura di Ivrea, tutti responsabili delle aziende che hanno organizzato il trasporto eccezionale e che non avrebbero effettuato prima i dovuti sopralluoghi. Le indagini comunque sono ancora in corso, al momento nessuna colpa è stata attribuita ad Anas o alle Ferrovie italiane.








