
CALUSO - Si è tenuta lunedì mattina a Ivrea l'udienza preliminare per l'incidente ferroviario del 23 maggio 2018, al passaggio a livello della statale 26 di frazione Arè di Caluso. Le sei parti civili si sono costituite con i rispettivi avvocati, ma il difensore di uno degli imputati, ha sollevato alcune eccezioni sulla costituzione di alcuni di loro. Così il giudice Ombretta Vanini ha rinviato al 28 novembre, riservandosi di decidere in merito.
Il processo riguarda lo scontro fra un treno e un camion in cui morirono Roberto Madau, il macchinista di 61 anni di Ivrea, e Stefan Aureliana, 64enne residente a Busto Arsizio, che scortava il tir con trasporto eccezionale, travolto dal treno. Per le morti e il ferimento delle persone a bordo del treno sono a processo sei persone per cooperazione nel disastro ferroviario colposo, omicidio stradale e lesioni stradali gravi. Gli imputati sono il 41enne autista del trasporto eccezionale che provocò l'incidente; il legale rappresentante della ditta lituana trasportatrice e proprietaria delle motrici e dei semirimorchi; il legale rappresentante della ditta di Campo di Trens (Bolzano), il capo scorta tecnica del primo convoglio eccezionale; l'autista del secondo mezzo di scorta del primo convoglio. Una posizione diversa è stata, invece, contestata all'amministratore unico di un'altra società coinvolta nell'incidente per il quale si configura la contravvenzione del testo unico sulla sicurezza sul lavoro.
Le indagini si erano chiuse nel dicembre del 2020. Secondo la procura di Ivrea quel giorno non venne redatto un adeguato studio di fattibilità del tracciato che tenesse conto delle criticità dell'attraversamento nel percorso del convoglio dall'uscita della A4 a Chivasso fino alla sua destinazione finale di Foglizzo. Slittando l'udienza al 28 novembre il processo non inizierà prima del nuovo anno.








