
CALUSO - C’è un'intera categoria di piccole e medie imprese nate o in fase di avviamento a ridosso dell’inizio dell’emergenza covid finite nel dimenticatoio. Sono gli «esodati» della pandemia. Si tratta di attività che sono state lasciate sole, senza aiuti e ristori, dalla politica. Adesso rischiano, ulteriormente zavorrate dal caro-bollette, di dover abbassare la saracinesca e spegnere definitivamente le luci, licenziando il personale e creando perdite ingenti ai creditori.
A lanciare l’allarme, schierandosi in prima linea in questa battaglia per la «sopravvivenza», c’è un imprenditore di lungo corso come Silvio Sardi, che nel 2019, convinto delle potenzialità del nostro territorio, ha deciso di investire qui, rilevando l’Hotel Erbaluce di Caluso. «Il problema energetico è devastante – spiega Silvio Sardi, manager con un passato recente da affermato produttore cinematografico – a luglio la Sardi’s Group dovrà pagare 12 mila e 380 euro di energia elettrica: il doppio del mese precedente e quattro volte la spesa dell’anno scorso, con consumi inferiori nello stesso periodo di riferimento. Oltre il danno c’è, soprattutto, la beffa di una classe politica, di qualsiasi colore e schieramento, che si è completamente dimenticata delle nuove imprese e di quelle in fase di start-up al momento dello scoppio della pandemia. Siamo come gli “esodati” della Legge Fornero».
«Ho incontrato diversi parlamentari e amministratori prima delle elezioni. A parte le solite promesse elettorali, nessuno ha fatto o sta facendo nulla per salvare queste imprese – tuona Silvio Sardi – non è concepibile. I politici parlano in continuazione di trovare nuovi giovani imprenditori e poi abbandonano completamente quelli che hanno investito capitali e risparmi propri e dato lavoro a 10, 12, 15 persone poco prima dell’emergenza epidemiologica. E’ un enorme lacuna. I ristori per il covid non li abbiamo visti. Erano calcolati sul deficit di fatturato del 2019, quando attività come la mia e tantissime altre non avevano ancora aperto o lo avevano fatto da poco. Anche il penultimo bonus previsto dal governo prevedeva come riferimento i dati del 2019. E’ un grosso problema. E’ come se i genitori non si prendessero cura dei figli neonati ma solo di quelli grandi. Se vogliono cancellare le piccole medie imprese, su cui è sempre stata fondata l’Italia, lo dicano chiaramente».
Dopo aver chiuso ad agosto per limitare i costi, l’Hotel Erbaluce di Caluso ha riaperto a settembre: «Stiamo andando a rotoli – conclude Silvio Sardi – sono stati anni disastrosi, non molliamo ma in ballo ci sono una quindicina di posti di lavoro da tutelare e salvaguardare. Ho anche scritto una Pec a tutte le organizzazioni sindacali per informarli sulla delicata situazione che sta vivendo la nostra impresa. Attendo ancora una risposta. Il Canavese ha delle enormi potenzialità ma è tagliato fuori dalla politica. Sono cittadino americano, non voto neanche in Italia e quindi non ne faccio una questione di partito. Per esempio, il budget della Regione Piemonte per la promozione e lo sviluppo turistico del territorio va al 50% alla Città Metropolitana di Torino e lo posso capire. Ma il restante 50% non è suddiviso in parti uguali. Più del 30% della torta se lo accaparrano Alba e le Langhe. Al Canavese non resta nulla o solo le briciole. Non è giusto. Per la sua storia e le sue eccellenze, come il vino Erbaluce, meriterebbe molta più considerazione e aiuto».











