
Storia davvero infinita quella della Berco di Busano. Stabilimento chiuso da mesi e nessuna prospettiva di riaprire. Così una cinquantina di lavoratori (su 72) nei giorni scorsi ha scelto la via proposta dall'azienda: licenziamento volontario e incentivo all'uscita di 65 mila euro (lordi) a testa. Tutto regolare, non fosse che quei soldi, per il momento, non arriveranno.
«L'azienda ha comunicato che non intende rispettare gli accordi firmati al Ministero quest'estate - dicono i lavoratori nuovamente in presidio davanti ai cancelli dello stabilimento di Busano - a questo punto siamo in mezzo a una strada». I sindacati apriranno una vertenza per impugnare la decisione della Berco (l'azienda di Ferrara che fa parte del gruppo tedesco Thyssen). Dal primo novembre, comunque, per i cinquanta di Busano diventerà effettivo il licenziamento.
Per lo stabilimento canavesano del gruppo, l’accordo raggiunto ad agosto, prevedeva, in realtà, la reindustrializzazione dello stabilimento e la ricollocazione, quando possibile, dei lavoratori. I sindacati si sono battuti con forza per evitare di mettere nero su bianco la chiusura dell'unità produttiva di Busano, ottenendo un ulteriore anno di cassa integrazione per i dipendenti e l’incentivo, fino a 65 mila euro lordi, per le uscite volontarie. Incentivo che adesso l'azienda non vuole riconoscere ai lavoratori.








