
BUSANO - N. M., 32 anni di Favria, è stato condannato ieri dal tribunale di Ivrea a dieci mesi di reclusione (con la sospensione condizionale della pena) per l'incidente stradale costato la vita, il 24 maggio 2014, ad Alessandra Alice, dottoressa dell'Asl To4 con studio in piazza Boetto a Cuorgnè ed ex guardia medica dell'ospedale. Aveva 34 anni. E' stata investita dall'auto condotta dal ragazzo di Favria mentre era in sella ad una bicicletta sulla provinciale Valperga-Busano. Inutili tutti i soccorsi.
Ci sono voluti sette anni per arrivare ad una sentenza di primo grado per omicidio colposo. All'automobilista sono state riconosciute le attenuanti per il buon comportamento processuale e per il risarcimento integrale del danno alla famiglia della vittima. La lentezza con la quale la vicenda è arrivata in aula, però, renderà inutile il processo d'Appello che, infatti, non inizierà nemmeno: tra sei mesi il reato andrà prescritto.
In tribunale a Ivrea determinante è stata la consulenza del perito incaricato dalla procura che, tramite alcune immagini estrapolate dalle telecamere di videosorveglianza di una ditta nelle vicinanze, è riuscito almeno in parte a ricostruire la dinamica del sinistro accertando che l'auto stava viaggiando tra i 103 e i 110 chilometri orari, in un tratto in cui la velocità massima consentita è di 90 chilometri l'ora.








