
BRANDIZZO - Cassa integrazione per i dipendenti della Ipb di Brandizzo, azienda che a febbraio ha annunciato la chiusura dello stabilimento. «Esprimo soddisfazione per la composizione della crisi Ipb, storica azienda che si occupava della costruzione di stampi per il settore dell’automotive - dice Gianluca Gavazza, consigliere regionale del gruppo Lega e membro dell’Ufficio di Presidenza di Palazzo Lascaris - grazie anche al tavolo in Regione e a quello al Ministero dello Sviluppo Economico, ci si sta avviando verso una positiva soluzione per i 69 dipendenti coinvolti».
«Nel mese di marzo mi ero personalmente recato al presidio dei lavoratori davanti ai cancelli dello stabilimento di Brandizzo alla presenza delle organizzazioni sindacali. La situazione di crisi all’Ipb perdurava già da qualche anno - infatti l’azienda faceva uso degli ammortizzatori sociali - ma la comunicazione di cessata attività è arrivata lo scorso 22 febbraio. Grazie all’alta professionalità e alle elevate competenze, già 15 lavoratori hanno trovato una ricollocazione in altre aziende e altri stanno per trovarla».
«Sembra che un buon 50% dei lavoratori riuscirà a ricollocarsi fruendo anche dell’assegno di ricollocazione, uno strumento che aiuta le persone a reinserirsi nel mercato del lavoro garantendo una somma da utilizzare presso i soggetti che forniscono servizi di assistenza personalizzata per la ricerca di occupazione, quali centri per l’impiego o enti accreditati ai servizi per il lavoro. I rimanenti lavoratori potranno usufruire di un anno di cassa integrazione straordinaria per cessata attività».








