
Primo incontro con i soci, lunedì sera al teatro di Bosconero, per i vertici di Rivabanca, l'istituto di credito cooperativo di Rivarolo Canavese e Rivara. Il presidente Gianni Desiderio e il direttore Franco Biglino hanno fatto il punto della situazione in virtù del prossimo matrimonio con Banca d'Alba. L'ultima parola, come prevedono gli statuti Bcc, spetterà all'assemblea dei soci ma il consiglio di amministrazione, all'unanimità, ha confermato la strada della fusione. Una strada che, allo stato attuale, sembra obbligata, così come Desiderio ha spiegato a Bosconero.
«La nostra è una scelta saggia in un mondo, quello delle banche, che continua a cambiare. Dal nostro punto di vista dobbiamo guardare oltre, senza pensare al solito campanilismo. Dopo sei anni di lavoro ci siamo resi conto che non abbiamo le spalle abbastanza larghe per tutelare soci e correntisti. Non vogliamo giocare con i risparmi di nessuno. Sarebbe troppo facile rischiare con i soldi di altri ma questo non è il nostro obiettivo». Dopo i disastri di alcuni storici istituti di credito, da mesi alla ribalta delle cronache (purtroppo), i parametri imposti da Banca d'Italia si sono fatti ancor più stringenti. Per questo, a livello nazionale, resteranno meno di 100 Bcc contro le 370 attuali.
«La soluzione più vantaggiosa è unirsi per tempo nell'ambito Bcc - ha rimarcato Desiderio - in questo momento abbiamo la possibilità di scegliere un partner. E lo abbiamo fatto in totale autonomia». Gli incontri con i soci proseguiranno nelle prossime settimane.










