
Sono iniziate alle 8 di sabato 27 Settembre, le operazioni di simulazione del recupero di un ferito che sta svolgendo attività di torrentismo, in accordo all'esercitazione congiunta Soccorso Alpino - XIIa Delegazione Canavesana e SAF e Nucleo Sommozzatori - Vigili del Fuoco Comando Provinciale di Torino. Luogo deputato per la difficile operazione di salvataggio: l'esclusivo quanto impervio scenario del Rio Piovano, tra Borgofranco d'Ivrea e Quincinetto, che, complice l'estate piovosa, si è rivelato ottimo banco di prova per il lavoro dei due Corpi di Protezione Civile.
L'idea di questo momento di verifica, è nato dall'efficiente collaborazione fra i due Corpi, che sempre più frequentemente si trovano insieme per soccorrere chi si trova in situazioni di pericolo: ecco l'esigenza di affinare tecniche e procedure, oltre che consolidare rapporti di fiducia e amicizia tra gli uomini. Il figurante che simulava avere avuto un incidente importante nella pratica del torrentismo in forra, è stato raggiunto dai Sommozzatori e dai SAF a metà mattina, lungo un tratto particolarmente insidioso della cascata (foto allegate). Imbracato, è stato posto nella barella in dotazione dei Vigili del Fuoco, utilizzata appositamente per questo tipo di intervento.
Da lì, trasportato per un lungo tratto di salti e pozze formati dalla cascata, fino al tratto finale, che essendo molto "aereo", ha visto l'intervento dei tecnici del Soccorso Alpino che hanno preso in consegna il ferito e lo hanno fatto scendere a lato della cascata con un sistema di ancoraggi, corde doppie e teleferica, imponente. (Foto allegate). Intorno alle 16 si sono concluse le operazioni, che hanno visto tutti i partecipanti, feriti compresi, ad un debriefing molto tecnico ma non per questo altrettanto informale ed amichevole.
Il lavoro che è stato portato avanti dai vertici del Soccorso Alpino della XIIa Delegazione Canavesana e quelli del Comando dei SAF e dai Sommozzatori dei Vigili del Fuoco, durato parecchi mesi, sabato ha avuto un il suo corretto epilogo, evidenziando non solo l'elevato grado operativo e specialistico dei partecipanti, ma anche la volontà di confrontarsi e scambiarsi opinioni ed esperienze, mostrando, anche se alle volte non se ne valuta con attenzione l'importanza, il fondamentale apporto umano. La conoscenza fra le persone e la capacità di lavorare insieme, unti a grandi addestramento e attitudini tecniche, rimane il pilastro portante per portare aiuto a chi è in pericolo di vita.












