
Tralasciando ricordi molto lontani che mi portano alla memoria immagini giovanili di Riccardo e di suo fratello Ezio, pensare a Riccardo mi restituisce, e credo sia così per quanti l’hanno conosciuto, l’immagine di un uomo leale, di una correttezza rigorosa (tutte le persone con cui ho parlato in questi giorni mi hanno detto della sua correttezza) dal carattere a volte un po’ rude, ma con un grande cuore, una grande umanità, che ha segnato la sua vita di cittadino, di lavoratore (ci sono tanti compagni delle fonderie Olivetti a salutarlo oggi), di consigliere comunale, di uomo e di marito. Un uomo onesto, libero, coerente con le sue idee che sosteneva con forza.
Idee che guardavano ad una maggior giustizia sociale, al riconoscimento del merito e alla difesa dei più deboli, all’interesse ed al bene comune. E le sosteneva non solo a parole ma soprattutto con i comportamenti. Ricordo solo un episodio che testimonia la sua coerenza tra pensiero e comportamenti: quando la moglie Ilva fu messa in cassa integrazione, insieme decisero di restituire alla collettività il tempo che non dedicava al lavoro ed Ilva prestò gratuitamente servizio presso il Comune per diversi mesi. Riccardo ha dato il suo contributo alla collettività, portando idee, sollecitazioni, consigli, in due mandati da consigliere comunale, dal 1993 al 2001, con i Sindaci Gontero e Stratta, e lasciò l’impegno pubblico per restare vicino ad Ilva gravemente colpita da un infortunio.
Ma è rimasto comunque un riferimento prezioso, che non ha mancato di dispensare consigli preziosi ogni volta che ci sentivamo. Del suo impegno pubblico ricordo come l’attaccamento ai suoi ideali non gli impedisse il rispetto delle idee altrui, ritenendo questo il sale della democrazia, valore in cui credeva fermamente. Per me è stato un amico, un amico vero, di quelli che non scappano quando sei in difficoltà e ti manifestano la vicinanza proprio nei momenti difficili. Per questo sono anche qui per dirgli grazie, come penso possano fare tutti quelli che l’hanno avuto per amico.
Salutandolo per l’ultima volta, e manifestando la nostra vicinanza ad Ilva ed a tutti i familiari, dobbiamo anche dire che la vita non è stata benevola con Riccardo: speriamo che adesso trovi la serenità che merita una persona buona come lui. Ciao Riccardo. (Luigi Sergio Ricca).








