BAVIERA - Impresa del Soccorso Alpino: speleologo salvo - FOTO
Oggi poco prima di mezzogiorno è stato portato in superficie Johan Westhauser, lo speleologo tedesco ferito 11 giorni fa nella grotta Riesending-Schachthöhle, in Baviera. Una vera e propria impresa internazionale alla quale hanno partecipato anche una dozzina di volontari del Soccorso Alpino piemontese. Tra loro anche un volontario del Canavese: Pierluca Benedetto, 36 anni, componente della dodicesima delegazione canavesana del Soccorso Alpino. «Bene» ha festeggiato lunedì in grotta il suo trentaseiesimo compleanno. Speleologo abilissimo è stato tra le squadre che hanno raggiunto il ferito subito dopo il medico italiano, Rino Bregani, e a un collega austriaco, che per assistere l’infortunato è rimasto 85 ore consecutive in grotta (a 980 metri sotto terra).
 
Grande la soddisfazione del team internazionale di soccorso, composto da 728 tecnici specializzati provenienti da Italia, Germania, Austria, Svizzera e Croazia, che ha lavorato senza sosta dall’8 giugno, giorno in cui si è verificata la scarica di sassi che ha colpito e ferito seriamente il lo speleologo tedesco mentre esplorava la grotta con altri due esperti. Il lungo viaggio verso l’uscita è iniziato nel tardo pomeriggio di venerdì 13 ed è stato capitanato dal Soccorso alpino italiano, presente sul posto con 109 tecnici, organizzati su più turni di lavoro e divisi in più squadre. 
 
I tecnici italiani hanno lavorato ciascuno per diverse decine di ore senza interruzione e senza risparmiare le proprie energie movimentando la speciale barella col ferito in tutti i tratti profondi e pericolosi della grotta. Un contributo determinante alla sopravvivenza del ferito è stato dato da tutti i tecnici coinvolti nell'accudire l'infortunato e dai 5 medici e 3 paramedici del CNSAS - tutti esperti in soccorso medicalizzato in ambiente ostile. I membri dell'equipe della Commissione Medica del CNSAS sono stati i primi a raggiungere ed a medicalizzare il ferito ed a seguirlo per tutto il percorso di evacuazione fino a pochi metri dall'uscita.
 
Possiamo dire con orgoglio che senza l'intervento italiano difficilmente lo speleologo si sarebbe salvato.
 
Le foto sono state realizzate dai tecnici del soccorso alpino impegnati nel salvataggio.