
Le due giornate all'Alpeggio Musrai, del 7 e del 13 Luglio, promosse da La Neve dell'Ammiraglio in collaborazione con Mondadori Bookstore di Ivrea, complici un clima eccezionale e grossi nomi tra gli ospiti, hanno riscosso un notevole successo ed interesse da parte di un pubblico davvero numeroso.
Nella prima giornata si è parlato di prove di convivenza con il lupo (insieme alla biologa Elisa Avanzinelli, a Bruno Bassano del Servizio di Biodiversità del Parco del Gran Paradiso, all'antropologa Irene Borgna, a Silvia Desiderati di “Dog Soul” e a Mia Canestrini, la “lupologa” più ricercata del momento). Del “lupo”, del suo carattere, delle sue abitudini, delle sue condizioni, del suo habitat, del suo ruolo nell'ecosistema, dei suoi pregi e dei suoi difetti, si é quindi ancora diffusamente parlato con Mia Canestrini, presentando il suo libro “La Ragazza dei Lupi”. Poi, dato che il lupo non é solo un animale, ma sfortunatamente (per lui) anche un simbolo atavico di crudeltà inaudita, si é passati a parlare dei “veri lupi cattivi” che dilagano ovunque in Italia, le mafie e i mafiosi, con Giovanni Impastato, fratello di Peppino, ucciso da don Gaetano Badalamenti nel lontano 1978, ma che dall'ultimo libro di Giovanni - “Oltre i cento passi” - non ostante sparino di meno, appaiono più forti che mai, anche se, a patto dell'impegno di ciascuno di noi, vincibili, come dimostrano le esperienze di Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato, Libera e di quanti seriamente li combattono (e la prova é che oggi, la casa che fu del boss Gaetano Badalamenti, é stata sequestrata alla famiglia ed é, a Cinisi, il completamento di un percorso didattico di cento passi per convertire la cultura mafiosa in una cultura della legalità). Abbiamo parlato infine, a chiusura della prima giornata, anche della incommensurabile bellezza del nostro territorio, attraverso le splendide fotografie contenute in un libro di pregio: “Tra cielo e terra. Il Gran Paradiso visto da Franco Vassia”, edito da Atene del Canavese.
Nella seconda giornata di incontri, anch'essa davvero intensa e commovente, é stato presentato il progetto di Fondazione di Comunità del Canavese, un'iniziativa che stimola, chi può, alla filantropia e a donare a favore di progetti meritevoli sul nostro territorio. Con Valeria Margherita Mosca si é poi parlato del suo libro sul “Foraging”, un nuovo orientamento che coniuga escursionismo, rispetto per l'ambiente e cultura naturalistica con la raccolta ed il consumo di cibo selvatico, offerto spontaneamente in grande abbondanza dalla natura (erbe, funghi, alghe, muschi, licheni, cortecce, molluschi, insetti e farine di sussistenza). Per arrivare così all'attesissimo intervento di don Luigi Ciotti, invitato a parlare, non certo a caso, di chi, proprio come il lupo cattivo, sembra essere, secondo una bieca e disumana propaganda razzista del terzo millennio, la causa di tutti i mali: i migranti. In un ragionamento intenso e molto convincente Ciotti ha spiegato che il regresso economico, culturale, infrastrutturale e politico del nostro Paese non é certo colpa di un numero peraltro piuttosto esiguo di poveracci e bisognosi che approdano sulle nostre coste, ma di una politica, vecchia e nuova, che non ha saputo e non sa dare risposte, ma che é molto abile, invece, nello scaricare le proprie incompetenze e responsabilità, fomentando odi e ostilità, anziché razionali modalità di gestione (proprio come accade nel mito del lupo cattivo). Dopo un piacevole aperitivo offerto a tutti dalla Fondazione di Comunità del Canavese, la seconda giornata si é quindi anch'essa conclusa con stupende letture tratte dall' “Anello Forte” di Nuto Revelli a cura di Antonella Enrietto e Fabrizio Zanotti e conuna cena tutti insieme. Grande soddisfazione di tutti gli organizzatori che stanno già pensando a nuove iniziative, nuovi incontri e... ad un libro.
Foto di Gamba-Giacoma Ghello-Salbego












