
CANAVESE - L'inchiesta della procura di Ivrea, emersa lo scorso mese di ottobre 2025, ha scosso in profondità il sistema della sanità pubblica piemontese, portando alla luce un quadro fatto di presunti abusi, irregolarità e pratiche opache. L’indagine, complessa e articolata, ha coinvolto diverse strutture sanitarie dell'Asl To4 ed è stata senza dubbio uno dei «casi» mediatici dell'anno.
Uno dei fronti riguarda il presunto maltrattamento di alcuni pazienti all’interno dell'ospedale di Settimo Torinese. Episodi che, se confermati, solleverebbero interrogativi seri sulla tutela delle persone più fragili e sui controlli interni al sistema sanitario.
Un altro asse dell’inchiesta punta invece su una serie di concorsi pubblici che sarebbero stati pilotati. Secondo gli inquirenti, circa una ventina di posizioni interne all’Asl To4, comprese figure con ruoli di responsabilità e dirigenza, sarebbero state assegnate attraverso procedure alterate. In particolare, una manager dell’azienda sanitaria avrebbe anticipato ad alcuni candidati il contenuto delle prove d’esame, compromettendo di fatto la regolarità delle selezioni.
Un meccanismo che, sempre secondo l’accusa, avrebbe falsato i risultati dei concorsi, minando i principi di trasparenza e meritocrazia che dovrebbero guidare l’accesso alla pubblica amministrazione. L'inchiesta ha portato alla notifica di 38 avvisi di garanzia, un numero che restituisce la dimensione dell’indagine e la sua estensione all’interno dell’apparato sanitario. I reati ipotizzati sono pesanti e vanno dall’abuso d’ufficio fino alla corruzione. Sarà ora il lavoro degli inquirenti a chiarire le responsabilità individuali, ma l’immagine che emerge è già quella di un sistema in difficoltà, che rischia di perdere la fiducia dei cittadini e di gettare un’ombra sull’intero servizio sanitario.








