
Il forte caldo di questi giorni sta aggravando la situazione idrica, in particolare negli alpeggi del Canavese che già avevano visto una minor quantità di neve nella stagione invernale ed una scarsa piovosità in primavera. A questo, conseguentemente, si aggiunge la riduzione dei foraggi per le mandrie in quota.
«Coldiretti ha già fatto presente tale situazione all’assessore Giorgio Ferrero nelle scorse settimane e torna a farlo perché è necessario prevedere azioni urgenti per consentire alle imprese la demonticazione anticipata delle mandrie, senza però incorrere in penalità ed inficiare i premi comunitari spettanti – sottolineano Fabrizio Galliati e Michele Mellano, presidente e direttore Coldiretti Torino – serve avviare tali procedure per evitare che gli allevatori, oltre al danno subito, si trovino ad avere anche ulteriori problematiche burocratiche che vadano ad incidere sulla già grave situazione».
L'associazione Pro Natura, invece, ha chiesto al Ministero lo stop alla caccia per siccità. «Se come sembra dalle proiezioni meteorologiche, l’assenza di precipitazioni significative si prolungherà ancora - dice il presidente Mauro Furlani - ciò non farà che aggravare ulteriormente una situazione faunistica già estremamente critica. Molti animali sono costretti a lunghi spostamenti per accedere alla poche risorse idriche superficiali disponibili concentrandosi in poche aree residue. Si tratta di una situazione di stress probabilmente ancora più grave di quanto non possa essere una copiosa copertura nevosa invernale, anche in questo caso tuttavia la legge ha previsto una sospensione dell’attività venatoria. A nostro parere l’attività venatoria produrrebbe degli effetti negativi non solo sulle specie oggetto di prelievo ma anche in tutte le altre specie costringendole ad ulteriori stress e ad ulteriori spostamenti».








