
CANAVESE - Fiumi secchi, laghi ai minimi storici, ghiacciai che spariscono. L'estate è alle porte e il Canavese è già alle prese con la siccità. Piove pochissimo e le temperature sopra la norma rischiano di generare veri e propri sconvolgimenti ambientali. «Quest'anno, ancora più di altri anni – sottolinea il direttore generale di Arpa Piemonte, Angelo Robotto - il cambiamento climatico sta influenzando tutti gli elementi. 111 giorni consecutivi senza pioggia, e la continua carenza di precipitazioni, hanno avuto e hanno ancora ripercussioni su aria, acqua e territorio. I bacini scarseggiano di acqua, il suolo è secco e l'agricoltura ne risente pesantemente, così come l'aria».
La siccità sta mettendo a rischio l'erogazione di acqua potabile. La Smat sta inviando ad alcuni Comuni la richiesta di adottare un'ordinanza sindacale per invitare i residenti ad un utilizzo corretto della risorsa. Secondo l'elenco fornito dall'azienda, la situazione ad oggi è critica a Scarmagno, Loranzè, Andrate, Nomaglio, Bollengo, Rondissone, Leinì e Pont Canavese. Ma ci sono molte frazioni in altri Comuni che si ritrovano con pozzi e fontane a secco. Per ora il problema è circoscritto ma dal momento che non sono previste precipitazioni e la neve in quota si è già sciolta, difficilmente le cose andranno migliorando.
Per questo altri Comuni stanno pensando di riprendere l'esempio di Palazzo Canavese che, già un mese fa, ha avviato il razionamento preventivo dell’acqua potabile, chiudendo i rubinetti dalle 11 di sera alle 6 del mattino. Burolo e Pavone, ad esempio, vietano il consumo di acqua per l'irrigazione di orti, giardini e prati durante le ore diurne. E lo stesso vale per il lavaggio di cortili e auto, il riempimento di piscine e fontane e per tutti gli usi diversi da quello alimentare domestico p per igiene personale. L'obiettivo è quello di evitare il razionamento dell'acqua nelle case ma se l'estate continuerà sulla falsa riga degli ultimi quindici giorni, sarà impossibile garantire acqua per tutti.








