AGLIE' - La fabbrica della «Lettera 22» Olivetti torna a vivere

AGLIE’ - Era il 1955 quando Adriano Olivetti portò ad Agliè una parte importante della sua produzione di macchine per scrivere. Ora, dopo lo stato di abbandono della fabbrica che si protrae da più di 15 anni, il complesso potrà avere nuova vita, grazie alla Hitherm, azienda del settore termotecnico.

Dopo 17 anni di inattività, una parte dei 40mila metri quadri di terreno industriale è stata acquistata dall’azienda alladiese Hitherm. Dopo la ristrutturazione, l'ex sito Olivetti diventerà il nuovo centro produttivo dell’azienda. Ospiterà anche gli uffici commerciali e amministrativi, mentre l’attuale sede di strada Ozegna sarà dedicata alla logistica.

La storia di quei capannoni è ricca di alti e bassi. Il nucleo originale, costruito nella seconda metà del XIX secolo, per volontà dell'imprenditore svizzero Alberto Blumer, era dedicato alle attività di stamperia e tessitura. La famiglia De Angeli-Frua acquistò il complesso nel 1896, eliminando lo stampaggio a favore dei filatoi. Intorno al 1930 il passaggio alla produzione di fibre artificiali poi, dopo il secondo conflitto mondiale, l'irreversibile decadimento dell'attività e la chiusura. E' in quel momento che Olivetti acquisisce l'area e riattiva i capannoni con l’intero ciclo produttivo per produrre macchine da scrivere a tastiera meccanica.

Ed è proprio in quei capannoni di Agliè che Olivetti produsse la mitica «Lettera 22», diventata un successo industriale e un'icona di stile. Progettata da Giuseppe Beccio e disegnata da Marcello Nizzoli, vinse il Compasso d’Oro nel 1954 ed entrò a far parte della collezione permanente del MoMA di New York.