
Operai in presidio da questa mattina alla Rtm di Agliè. Una quarantina in tutto i lavoratori che, da sette mesi, non percepiscono lo stipendio. L'azienda ha commesse ma gli stipendi non arrivano. Questa mattina, alla vigilia dell'assemblea dei soci, i dipendenti hanno deciso di incrociare le braccia. Otto ore di sciopero. Per dare un segnale: "Ci devono dare delle risposte precise".
Alla Rtm, che si occupa di sistemi laser e produzione per conto terzi, si lavora gratis da sette mesi. Ovvio e doveroso che i lavoratori chiedano delle rassicurazioni. Sul futuro, ovviamente, ma anche sui soldi che devono ancora incassare. All'appello manca più di mezzo milione di euro di stipendi. "L'azienda non ci riceve - dicono gli operai - le poche risposte che ci ha dato in questi mesi sono imprecise. Abbiamo chiesto un incontro. Fino a questo momento, senza successo". Da qui la decisione di scioperare. "In questi sette mesi, con grande dignità, abbiamo sempre lavorato. Adesso servono delle risposte".
Unico appiglio, in questo mesi, il ricorso alla cassa integrazione ordinaria e ai contratti di solidarietà. Di stipendi, però, nemmeno l'ombra. La Rtm è un'azienda storica del Canavese. Da quattro anni si trova ad Agliè, dopo il trasferimento dell'attività industriale da Vico, in Valchiusella. Un'azienda (in teoria) sana. Solo che, al momento, gli unici a pagare il momento di (presunta) crisi sono i lavoratori. Dopo lo sciopero di oggi i dipendenti, insieme ai sindacati, decideranno il da farsi. Fondamentali saranno le risposte che fornirà loro l'azienda.











