
Questa, purtroppo, dovrebbe essere la volta buona. Travolta dal calo degli ascolti e della pubblicità, «Centovetrine», la soap opera made in Italy più longeva della storia della tv, chiude definitivamente i battenti. Non s'intravedono, questa volta, salvataggi in extremis. Fine delle trasmissioni: Mediaset (che, fin qui, ha prodotto la trasmissione con Endemol) non ha ancora confermato il taglio della soap a partire dalla prossima stagione ma, a conferma del clima, ha bloccato la messa in onda delle prossime settanta puntate (messa in onda che, forse, slitterà all'estate). Per il Canavese è un'ennesima mazzata occupazionale. A Telecittà, gli studi di San Giusto Canavese dove da quindici anni si registra la soap-opera, lavorano più di cento persone.
La serie, che già nel 2011 aveva rischiato di chiudere i battenti, sarebbe stata affossata dal continuo cambio di orario e, infine, dal passaggio da Canale 5 a Rete 4. Una mossa nata per salvaguardare gli ascolti che avrebbe invece definitivamente messo la parola fine al futuro della soap. «Se la notizia dovesse essere confermata - dice il sindaco di San Giusto, Giosi Boggio - segnerà la fine del sogno cinematografico canavesano. Sarà difficile immaginare un futuro per il polo della Delta Film. Speriamo che, come successo in passato, si tratti solo di una pausa». Non è la prima volta che la soap interrompe le riprese. La vigilia di Natale di tre anni fa, la produzione aveva comunicato di voler annullare la registrazione delle nuove puntate: decisione fortunatamente rientrata nelle settimane successive.
Non nasconde la preoccupazione Fabrizio Gea, presidente di Confindustria Canavese, che sottolinea l’importanza strategica di un’attività che in dieci anni ha portato sul territorio oltre 57 milioni di euro. «L’ipotesi di chiusura di Centovetrine - spiega - ci preoccupa e ci allarma. Fornisce lavoro a centinaia di persone e contribuisce quindi alla ricchezza del territorio. Riteniamo necessario ogni sforzo possibile per cercare di scongiurare la chiusura che metterebbe a dura prova la tenuta economica di un’area del Canavese fortemente legata alle produzioni di Telecittà».
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