
Diciotto arresti (15 di custodia cautelare in carcere, 1 di arresti domiciliari e 2 di obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria), per associazione mafiosa (‘ndrangheta) armata e concorso esterno in associazione mafiosa, una serie di gravi reati di estorsione, detenzione e porto di armi, danneggiamenti aggravati, incendi, sequestro di persona (605 cp) e un tentato omicidio aggravato. Sono i numeri dell'indagine condotta dalla squadra mobile di Torino e dai carabinieri di Volpiano che ha permesso di individuare una cellula ‘ndranghetista operativa nel territorio dell’alto Piemonte, spaziando nelle province di Torino, Biella, Vercelli e Novara in costante collegamento con altri esponenti della medesima associazione mafiosa residenti nella provincia di Torino.
Le indagini hanno accertato condizioni di evidente assoggettamento e omertà dimostrate anche da reticenze e assenze di denunce di fatti emersi grazie alle operazioni di intercettazione telefonica e ambientale. Le uniche denunce sono riconducibili a fatti (incendi e danneggiamenti aggravati principalmente) che hanno determinato nell’immediatezza l’intervento delle forze del’ordine, ma sono risultate comunque reticenti in relazione alla mancata indicazione di rapporti pregressi con i prevenuti.
Sono state evidenziate ipotesi di vera e propria guardianìa verso locali di intrattenimento notturno, soggetti ad una vera e propria protezione mafiosa, i cui gestori, sentiti nel corso delle indagini, hanno escluso di essere vittime di estorsione negando rapporti con i prevenuti che le operazioni tecniche hanno invece certificato con certezza. Tra i fatti di maggior gravità un sequestro di persona perpetrato nel novarese nel 2010 a danni di un imprenditore e un tentato omicidio pluriaggravato commesso nel luglio 2014 a Volpiano a danno di Antonio Tedesco, riconducibile a pregresse offese nei confronti di Saverio Dominello nell’ambito della gestione poco limpida di un night club.
Per tale fatto sono stati arrestati Dominello Saverio e Rocco, rispettivamente padre e fratello di Michele e Salvatore, condannati in primo e secondo grado, quali partecipi al locale di ‘ndrangheta di Chivasso nel procedimento Colpo di Coda. Sono stati eseguiti anche cinque decreti di sequestro preventivo emessi nei confronti degli indagati Miccoli Antonio; Raso Antonio; Raso Giovanni; Dominello Saverio; Dominello Rocco.








