GLAMOUR - La ricarica haute couture
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Il genere umano si divide due generi: chi cerca disperatamente una presa quando il telefono scende sotto il 10%, e chi, quando serve, sfodera una trousse in pelle di vitello degna di un set fotografico di alta moda. Con una dedica alla seconda categoria, Hermès ha deciso di trasformare l’ansia da batteria in una questione di stile.

Nasce una collezione di caricabatterie wireless che promette di far convivere la tecnologia imperante con l’estetica aristocratica: se ormai viviamo attaccati ai dispositivi, tanto vale farlo con eleganza.

Nella versione più ambiziosa, il caricatore arriva accompagnato da una trousse in pelle lavorata con la stessa cura con cui si confezionano accessori ben più glamour. Aprirla per ricaricare il telefono equivale, più o meno, a ordinare champagne quando si ha sete.

Il cuore del sistema è una piattaforma di ricarica magnetica che consente di alimentare più dispositivi contemporaneamente, eliminando l’ingombro dei fili, ma non quello del prezzo.

La collaborazione tra Hermès e l’universo Apple non è una novità, ma stavolta raggiunge una forma quasi filosofica: non è più il territorio dei gadget, ma quello delle micro-opere di design. Così il caricabatterie diventa un accessorio da esibire, non da nascondere dietro la scrivania, un oggetto che non si limita a svolgere una funzione, ma costruisce un immaginario. Nulla che possa meravigliare: in un’epoca in cui tutto è standardizzato, il lusso si manifesta proprio nella personalizzazione del superfluo.

C’è però una piccola ironia che rende l’operazione ancora più interessante. Nonostante il prezzo da capogiro (quasi 4.000 euro), l’elemento essenziale — l’alimentatore — resta fuori dal pacchetto, un po’ come acquistare una barca e scoprire che il motore è opzionale.

Per chi non è pronto a impegnarsi in una spesa da collezionista, esistono varianti più “sobrie”: caricatori singoli o custodie compatte pensate per ridurre l’impatto sul conto corrente. Un’operazione che racconta molto del nostro tempo, in cui la tecnologia è diventata così pervasiva da essere ormai invisibile, ci pensa il lusso a fare un po’ di ordine.