BOSCONERO-SAN BENIGNO - Il prete è indagato, i parrocchiani lo difendono a spada tratta: «Giù le mani da Don Mario» - FOTO

BOSCONERO-SAN BENIGNO CANAVESE - Una cinquantina di parrocchiani davanti alle telecamere di Mediaset, oggi pomeriggio, lunedì 6 aprile 2026, per difendere a spada tratta Don Mario Viano. Erano molti di più, per la verità, ma era probabilmente impossibile inquadrarli tutti. Del resto l'hastagh #iostocondonmario è diventato virale in questi giorni ed è stato ripostato in lungo e in largo sui canali social.

E' la risposta delle comunità alle indagini sul conto del sacerdote, finito nei guai dopo un controllo dei carabinieri forestali per 200 grammi di marijuana e per la detenzione di numerosi animali in canonica, a Bosconero. Le indagini, coordinate dalla procura di Ivrea, sono al momento in corso. Ma è chiaro che quando la notizia si è diffusa ha fatto scalpore (anche se a Bosconero e San Benigno la sapevano un po' tutti dal giorno stesso del blitz).

Arrivando, come conferma il passaggio in diretta, oggi, sulla trasmissione di Canale 5, a livello nazionale. Intanto la diocesi di Ivrea ha allontanato il parroco dalle sue comunità, alimentando, se possibile, lo smarrimento e l'indignazione dei parrocchiani. Che ora si stanno organizzando: sono nati diversi gruppi a sostegno di Don Mario che stanno lavorando per promuovere una raccolta firme e una fiaccolata a sostegno del sacerdote. Questione di giorni.

Intanto oggi, come detto, la comunità ha ribadito la volontà di difendere Don Mario a spada tratta: «Probabilmente c'è qualcuno invidioso che gli vuole male e ha creato tutto questo», racconta un parrocchiano ai microfoni di Mediaset. «Siamo contro la gogna mediatica che si è generata in questi giorni: Don Mario è una bravissima persona e ha fatto tanto per le nostre comunità. Lasciamo che le indagini facciano il loro corso, senza sparare a zero sulla persona», dice un'altra intervistata. Il sentimento è comune: questo accanimento, uno come Don Mario proprio non se lo meritava. «Sappia che noi siamo tutti con lui».

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