EVENTI - Biennale Tecnologia, centoventi modi per capire dove stiamo andando

Se dieci anni fa qualcuno avesse proposto di organizzare un festival culturale di cinque giorni a Torino dove un teologo discute con un'astrofisica, un comico analizza gli algoritmi dei social network, uno scrittore texano di horror spiega come leggere il presente, un astronauta racconta Marte e Gustavo Zagrebelsky mette sotto accusa i meccanismi delle piattaforme digitali, il tutto in teatri storici, musei, chiese sconsacrate e piazze, con ingresso gratuito, qualcuno avrebbe alzato la mano per dire “impossibile”.

La risposta, nel 2026, è il Politecnico di Torino, che con Biennale Tecnologia ha costruito in cinque edizioni qualcosa di difficile da classificare e facile da riconoscere: uno spazio dove la complessità del presente viene presa sul serio, senza semplificarla e senza farne spettacolo.

La quinta edizione, dal 15 al 19 aprile, ha scelto come titolo “Soluzioni”, non per ottimismo ma per un cambio di prospettiva: le grandi trasformazioni del nostro tempo (ambientali, energetiche, digitali, sociali) vengono affrontate non solo per metterne in luce le criticità ma per cercare risposte reali e applicabili.

Con oltre 120 appuntamenti e più di 300 ospiti da tutto il mondo, distribuiti in 20 sedi della città, l'edizione 2026 è anche la più ambiziosa sul piano logistico: per la prima volta la manifestazione esce dal campus del Politecnico e si installa al Teatro Regio, al Museo Egizio, alle OGR, alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, al Museo Nazionale del Cinema, al Conservatorio Verdi, all'Accademia delle Scienze, all'Oratorio di San Filippo Neri, al Circolo dei lettori, fino a Piazza San Carlo.

Trecento ospiti sono tanti. Forse troppi per elencarli senza annoiare nessuno. Ma alcuni nomi dicono già molto sulla natura della manifestazione. Stefano Accorsi porta in scena Socrate 16.22, spettacolo scritto da Filippo Gentili con la consulenza scientifica del Politecnico, per la regia di Ferdinando Ceriani: sul palco, insieme ad Accorsi e all'attrice Ludovica Martino, sale anche la scienziata Tatiana Tommasi, che si inserisce nel flusso narrativo come terza figura capace di aiutare il pubblico a immaginare il futuro dell'IA.

Mitchell Baker, cofondatrice di Mozilla, discuterà con il giornalista Philip Di Salvo di cosa resta della promessa di un web libero. Karen Hao, giornalista pluripremiata e lead designer dell'AI Spotlight Seriesdel Pulitzer Center, racconterà dall'interno l'ascesa di OpenAI, spiegando perché la posta in gioco non sia soltanto tecnologica ma democratica.

Gustavo Zagrebelsky, in conversazione con la scrittrice Serena Mazzini, ragionerà su come polarizzazione e intolleranza stiano erodendo il confronto democratico. Joe Lansdale, scrittore texano, maestro dell'horror e del noir, parlerà con il direttore de La Stampa Andrea Malaguti di come le storie possano trasformare la paura in energia civile. Maccio Capatonda, insieme al giornalista e digital strategist Francesco Marino, analizzerà invece il cortocircuito tra iper-connessione e isolamento.

Sul fronte della geopolitica tecnologica, Dario Fabbri e Antonello Barone apriranno una riflessione sul cambio innescato dall'emergere della Cina come sfidante dell'egemonia americana. Alessandro Aresu, consigliere scientifico di Limes, insieme all'ingegnere Matteo Sonza Reorda, affronterà il ruolo strategico dei semiconduttori. Gabriele Giacomini e Francesca Lagioia analizzeranno l'intreccio tra le Big Tech e la politica statunitense, tra sorveglianza digitale e pubblicità. Andrea Colamedici, Piero Benassi, Elisa Martinotti e Annalisa Pelizza ragionerranno invece su sovranità e algoritmi come nuove geografie del potere.

Le frontiere della medicina e della biologia occupano un posto di rilievo nel programma. Waseem Qasim e Luigi Naldini, due pionieri della terapia genica , racconteranno come la modifica del DNA e le CAR-T universali stiano cambiando il modo di curare le malattie. Alberto Arezzo, Tiziana Aranzulla e Leonardo De Mattos del Biomedical Robotics Laboratory dell'IIT di Genova apriranno un confronto tra medicina e ingegneria, esplorando come robotica e tecnologie avanzate stiano trasformando la pratica clinica e chirurgica. Silvia Bencivelli proporrà un racconto inusuale della storia della medicina attraverso episodi poco noti. Giorgio Vallortigara rifletterà sulle differenze ancora tra intelligenza artificiale e intelligenza biologica. Sergio Della Sala spiegherà invece cosa insegnano amnesie e falsi ricordi sul funzionamento del nostro cervello.

La matematica, spesso narrata come disciplina distante, viene raccontata a Biennale Tecnologia da chi sa renderla viva. Marcus du Sautoy, celebre matematico inglese, guiderà il pubblico nel legame profondo tra numeri e arte, in dialogo con il giornalista Gabriele Beccaria. Alfio Quarteroni, in conversazione con l'economista Fabio Pammolli e Alberto Anfossi della Fondazione Compagnia di San Paolo, aprirà la scatola nera degli algoritmi per mostrare come l'IA stia trasformando industria, lavoro e società. Marica Branchesi e Michele Punturo racconteranno invece perché l'Europa stia costruendo l'Einstein Telescope: un orecchio puntato sull'universo.

Lo spazio profondo è un altro dei fili rossi dell'edizione. Tommaso Ghidini, capo della Divisione Strutture, Meccanismi e Materiali dell'Agenzia Spaziale Europea, affronterà il tema dello spazio come nuovo terreno di competizione tra grandi potenze, mentre Maurizio Cheli, astronauta, parlerà della nuova era dell'esplorazione spaziale.

Il tema del lavoro nell'era dell'automazione viene declinato in più direzioni. Daniel Susskind, scrittore e accademico inglese, con l'economista Pietro Garibaldi, ragionerà su una crescita economica che ha prodotto la più ampia riduzione della povertà estrema. Pilvi Torsti, Ummuhan Bardak, Aida Ponce e Tom Wambeke discuteranno di come l'IA stia cambiando i modi in cui impariamo e lavoriamo, e delle sfide che questo pone.

Maurizio Ferraris, filosofo, si concentrerà sul ruolo dei dati come risorsa per il bene comune, ragionando su come un uso responsabile dell'IA possa migliorare le decisioni pubbliche e il benessere collettivo.

I dialoghi pubblici attivati dal Centro Studi Theseus del Politecnico attorno al chatbot OLO meritano una menzione a parte. OLO è un agente conversazionale addestrato sui materiali dell'Archivio Storico Olivetti e della rivista Mangrovia, presentato non come oracolo che dispensa risposte definitive ma come interlocutore non umano che dialoga con il pubblico. Tre appuntamenti, sabato 18 e domenica 19, aprono uno spazio di confronto diretto tra cittadini, ricercatori ed esperti sull'impatto dell'IA sul lavoro, sulle trasformazioni dello spazio urbano e sul ruolo dei datacenter.

Sull'asse tra tecnologia e immaginario, il programma è particolarmente ricco. Chen Qiufan, tra i più noti autori cinesi di fantascienza, in dialogo con la scrittrice Nicoletta Vallorani, indagherà il potenziale del genere come chiave per comprendere meglio il mondo reale. Tommaso Pincio parlerà con Chiara Stangalino di immaginari tecnologici, scrittura e scienza., Simone Arcagni esplorerà come la fisica quantistica abbia colonizzato l'immaginario contemporaneo, Daniel Oberhaus, in dialogo con il matematico Giovanni Petri, proverà a rispondere a una domanda: se un'intelligenza extraterrestre si presentasse, come potremmo dialogare? Rukmini Bhaya Nair, linguista indiana, insieme al direttore del Museo Egizio Christian Greco, ripercorrerà la storia della traduzione dalla Stele di Rosetta fino alle tecnologie di intelligenza artificiale, Iryna Gurevych parlerà di Large Language Model, la tecnologia che ha rivoluzionato il modo in cui le macchine elaborano il linguaggio.

Jacopo Veneziani, storico d'arte, proporrà una lectio sulle opportunità e sui rischi della divulgazione culturale digitale, Massimo Banzi, fondatore di Arduino, trasformerà il suo canale social Supermoderno in una lezione-spettacolo. Linus, il conduttore radiofonico, sarà in dialogo con il giurista Mario Bonafè e il saggista Claudio Giunta per ragionare sui confini tra ispirazione e rielaborazione nell'era dell'IA, Riccardo Luna proporrà una riflessione critica sulla concentrazione di potere nelle piattaforme.

Paolo Benanti, teologo, filosofo, tra le voci più ascoltate in Europa sull'etica dell'IA, si interrogherà sulla possibilità o impossibilità di ridurre l'essere umano a un algoritmo, Marcello Ienca e Marco Bassiniaffronteranno il tema dei “neurodiritti”, Mariarosaria Taddeo, filosofa, ragionerà su come costruire democrazie digitali che siano davvero pluraliste e promotrici di stabilità, Paul B. Rainey, il ricercatore che ha ipotizzato una futura integrazione così profonda tra esseri umani e IA da formare un nuovo tipo di individuo, discuterà con Andrea Francica, Pietro Pacini e Guido Saracco.

Sul fronte della sostenibilità, Giulio Boccaletti spiegherà con Alberto Agliotti perché gestire gli ecosistemi sia diventato strategico quanto gestire strade e ponti, Luca Ridolfi affronterà il rapporto tra società e risorse idriche, Lan Wang-Erlandsson dello Stockholm Resilience Centre e Monica Scatasta dell'European Investment Bank spiegheranno come il cambiamento climatico stia minacciando l'acqua come risorsa vitale.

In collaborazione con il Festival Internazionale dell'Agricoltura Coltivato, si parlerà di innovazione agricola capace di produrre meglio e con minori costi ambientali, con il giurista Michele Fino e il genetista Mario Pezzotti. Il sindaco di Torino Stefano Lo Russo e il rettore Corgnatirifletteranno invece sul ruolo dell'innovazione nel futuro delle città.

Due esposizioni artistiche costituiscono l'ossatura visiva dell'edizione. Framing Problems”, diffusa in sei sedi cittadine e co-curata con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, porta a Torino otto artisti internazionali con un obiettivo dichiaratamente politico: rendere visibile come le tecnologie digitali intervengano nella costruzione della realtà. Forensic Architecture porta al Museo Egizio un'indagine sulla distruzione delle infrastrutture sanitarie a Gaza, Hito Steyerl, al Museo del Risorgimento Italiano, ragiona sul ruolo delle immagini e dei dati come infrastrutture del potere. Martyna Marciniak, premiata al Prix Ars Electronica 2025, esplora a Palazzo Birago i meccanismi di costruzione della verità, Roberto Fassone porta al Museo Nazionale del Cinema un'opera inedita.

Alla Fondazione Sandretto, Xin Liu indaga i residui e le contraddizioni del progresso tecnologico, Diego Marcon rielabora il linguaggio cinematografico per interrogare il confine tra reale e sintetico, al MAUTO, Ian Cheng esplora l'instabilità dei sistemi, al Politecnico, Katja Novitskova riflette sulla circolazione e trasformazione delle immagini.

Dati Sensibili”, ospitata al Museo del Risorgimento, nasce da una collaborazione con l'Archivio Storico Olivetti e intreccia macchine d'epoca, documenti d'archivio e il chatbot OLO sviluppato da TIM Enterprise, la cui interfaccia è stata realizzata dal Possible Entanglements Lab del Politecnico.

La mostra percorre tre temi, città, tecnologia e lavoro, restituendo ai dati la loro dimensione originaria di esperienza e di lavoro umano. Completa il quadro espositivo “BLACK-OUT. Energia, interazioni e mitocondri”, alle Gallerie d'Italia, che immerge i visitatori in un blackout per farli ragionare sull'urgenza della disponibilità energetica.

Il programma include sette spettacoli teatrali prodotti appositamente per l'edizione. “Automavie. La vita a rendere”, produzione Fonderia Mercury con il Politecnico, “Prometeo Talks”, con la regia di Gabriele Vacis, “Retrofuturo”, commedia per la regia di Antonella Questa, “La sussurratrice” racconta la progressione del rapporto tra uno scienziato e la sua creatura artificiale, con i danzatori della Roma City Ballet Company.

Machiavelli Music presenta due spettacoli su musica e neuroplasticità, con gli allievi del Conservatorio Verdi di Torino e la partecipazione del paleontologo Telmo Pievani.

Sabato e domenica, Piazza San Carlo si trasformerà in una vetrina dei team studenteschi del Politecnico: ragazze e ragazzi che progettano moto da competizione alimentate con e-fuel, basi lunari funzionanti, CubeSat già in orbita e nuovi in sviluppo, robot a forma di serpente per le operazioni di soccorso tra le macerie, droni a guida autonoma, dirigibili a idrogeno solare in grado di attraversare l'Atlantico, catamarani ibridi a emissioni zero, sistemi di comunicazione off-grid per aree senza copertura.