
IVREA - La procura di Torino ha chiesto cinque condanne nel processo che coinvolge i «Vi-Vi», gruppo No Vax ritenuto responsabile di numerosi episodi di imbrattamento avvenuti tra il 2021 e il 2024 in Torino e provincia. Le scritte contestate sarebbero comparse su scuole, università, sedi sindacali, redazioni di quotidiani, banche e ospedali. L’inchiesta coinvolge complessivamente una dozzina di persone. Tra queste figurano un uomo di 56 anni di Ivrea, indicato come referente locale, e una donna di 62 anni residente a Castiglione, ritenuta reclutatrice del gruppo.
Gli imputati, che hanno scelto il rito abbreviato, devono rispondere di associazione per delinquere finalizzata all’imbrattamento. Le richieste di pena avanzate dal pubblico ministero prevedono una condanna a due anni di reclusione, tre condanne a un anno e quattro mesi e una a un anno e due mesi. Il Comune di Torino si è costituito parte civile nel procedimento e ha quantificato i danni subiti in circa 25 mila euro.
Secondo gli inquirenti, i Vi-Vi sarebbero stati un’organizzazione strutturata e presente in diverse località italiane, nata con l’obiettivo di contrastare l’obbligo vaccinale introdotto durante la pandemia covid. L’attività del gruppo, stando all’accusa, sarebbe stata coordinata attraverso Telegram mediante numerose chat e canali social. Gli aderenti sarebbero stati suddivisi in ruoli precisi: leader, amministratori incaricati del reclutamento, tutor per formare i nuovi membri e guerrieri destinati alle azioni sul territorio. A questi si sarebbe aggiunto un ampio gruppo impegnato nella propaganda online.










