CANAVESE - Gelate nella notte: temperature oltre 3 gradi sotto lo zero
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CANAVESE - Temperature polari, la notte, quasi fosse inverno. L'attenuazione del vento di foehn, infatti, ha portato un calo repentino delle temperature nelle ore notturne. Andrea Vuolo di Meteo in Piemonte segnala alcuni valori, registrati nella notte, da far rabbrividire in alcuni Comuni al di sotto dei 300 metri. Tra questi -3.7 gradi a Front e a Villanova Canavese, in frazione Prati. Un bel problema per le attività agricole dal momento che le gelate tardive rischiano di provocare ampi danni alle colture.

L'allarme lo aveva lanciato nei giorni scorsi anche la Coldiretti (con le immagini che trovate nella gallery). Una combinazione, la fioritura che coincide con le gelate, che è sempre più frequente ed è una conseguenza del cambiamento climatico: le piante “sentono” il lento allungamento delle giornate ma vengono ingannate dal caldo delle prime settimane di marzo e accelerano così la fioritura. Ma si tratta di condizioni ancora troppo precoci, indotte dal riscaldamento globale: da Nord e da Est possono ancora arrivare correnti polari.

«Le gelate primaverili ci sono sempre state - osserva il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici - ma da qualche anno sono diventate sempre più frequenti e distruttive. Solo la lungimiranza e gli investimenti dei nostri frutticoltori permettono di salvarci dalla carenza di frutta. Ormai molti hanno investito non solo in reti antigrandine (e anche la grandine arriva sempre più presto), come in irrigazione a goccia per fare fronte alla siccità, ma anche in sistemi antigelata come le “doccette”, che spruzzano acqua sopra i filari e le chiome per dare umidità ai fiori e alle gemme. Il velo d’acqua ghiaccia ma quel ghiaccio fa comunque da barriera al gelo che non si trasmette ai fiori e alle foglie».

Le aziende frutticole, per sopravvivere devono quindi affrontare investimenti onerosi, investimenti che, con i prezzi riconosciuti ai produttori per la frutta, rischiano di non potere essere ripagati. «All’indebitamento dovuto agli investimenti per il cambiamento climatico si aggiungono i rincari dei costi di produzione dovuti alla guerra del Golfo: più 30% per il gasolio agricolo e per i fertilizzanti. Ma temiamo che questa situazione trascini anche gli aumenti dei fitofarmaci (anche qui dovuti alle infestazioni di patogeni che crescono con il cambiamento climatico). Già così i nostri frutticoltori percepiscono spesso cifre al di sotto dei costi di produzione. Non possiamo permettere che la catena di valore della frutta non riconosca quote più importanti di remunerazione ai frutticoltori. È bene che si sappia che i prezzi che i consumatori pagano per la frutta non portano benefici agli agricoltori. Una situazione che non può più essere tollerata».