
FAVRIA - Ci sono sogni che nascono piano. Senza rumore, senza fretta. Crescono tra un campo di provincia, un pallone consumato e pomeriggi che profumano di passione. Quello di Annalisa Saronni è uno di questi. Classe 2006, difensore centrale, oggi veste la maglia dell’Accademia Torino Calcio femminile nel campionato di Eccellenza. Ma prima di arrivare fin qui, il suo percorso è iniziato lontano dai riflettori, a Favria, nella borgata San Giuseppe, dove tutto ha preso forma quando aveva appena sette anni.
I primi passi nel Rivarolo, in squadre miste. Poi un anno al Forno sempre in Canavese. Esperienze semplici, vere. Fatte di entusiasmo puro. Poi il primo grande salto: il provino con il Torino FC. Superato. Selezionata. Quattro anni importanti, che la fanno crescere non solo come calciatrice, ma anche come persona. Nel 2021 una nuova tappa: l’Accademia Torino Calcio. E' qui che il talento incontra la continuità. Arrivano le vittorie: tre Coppe Piemonte, due Under 17 e una Under 19, un campionato Under 19 conquistato, una semifinale nazionale raggiunta con determinazione. Oggi, nella prima squadra, una stagione importante: terzo posto nel campionato di Eccellenza e la corsa ai playoff per la Serie C ancora aperta. Ma i numeri raccontano solo una parte della storia. Perché dietro ogni risultato ci sono le cose che non si vedono: gli allenamenti sotto la pioggia, i compiti fatti di corsa, i viaggi, le rinunce, la stanchezza. Soprattutto quella voglia, testarda e silenziosa, di non mollare mai.
Nell’ottobre 2025 arriva una chiamata che cambia tutto: la prima convocazione nella rappresentativa Piemonte-Valle d’Aosta. Raduni, amichevoli, selezioni sempre più difficili. Ogni volta bisogna dimostrare qualcosa. Ogni volta bisogna meritarselo. Fino a quel momento, quello che ripaga tutto: la convocazione ufficiale. Annalisa Saronni è tra le 20 ragazze che rappresenteranno la regione al 62° Torneo delle Regioni, in programma in Puglia dal 28 marzo al 3 aprile. Non è solo una competizione. È una vetrina nazionale. È il punto d’incontro tra sogni simili, nati in posti diversi ma cresciuti con la stessa passione. E in mezzo a quei campi, sparsi tra le province pugliesi, ci sarà anche lei. Con la sua storia, con le sue radici. Perché questa non è solo la sua vittoria è anche quella di una famiglia che ha sempre creduto in lei. Di un territorio come il Canavese, dove i sogni non fanno rumore, ma non per questo sono più piccoli. È la storia di Favria, della borgata San Giuseppe, immersa nella campagna. Di un campo qualunque da cui tutto è iniziato.
Forse è proprio questo il senso più profondo di tutto. Non serve partire da un grande stadio per arrivare lontano. Il talento è importante, sì. Ma è la costanza a fare davvero la differenza. I sogni, quelli veri, non hanno scorciatoie. Crescono piano, resistono, si trasformano e poi, un giorno, senza fare troppo rumore, diventano realtà. E quando succede, non è solo un traguardo. È una strada che si apre. (Giorgio Cortese)












