CANAVESE - Così la guerra in Medio Oriente preoccupa anche la nostra economia locale

IVREA - I dati dell’Indagine Congiunturale Trimestrale per le Imprese del Canavese relativi al Trimestre aprile-giugno 2026 mostrano una tenuta complessiva dell’economia locale, pur all’interno di un quadro particolarmente incerto, condizionato, dalle nuove tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dai conseguenti aumenti dei costi energetici e di quelli relativi a diversi beni o servizi. L’analisi evidenzia dinamiche diverse tra industria e servizi e conferma la presenza di particolari criticità legate alla Redditività, all’Export e al costo delle Materie prime.

Le aziende del Canavese mantengo i nervi saldi e in questi mesi della primavera 2026 stanno continuando a produrre ma, come evidenziato, gli ordini iniziano a rallentare, soprattutto a causa del temuto impatto sull’export del nuovo conflitto bellico; e la Redditività soffre a causa dei già citati incrementi dei prezzi energetici e industriali.

Un elemento fortemente critico riguarda l’andamento dei costi di produzione. L’aumento dei prezzi è segnalato dalla grande maggioranza delle imprese, sia industriali sia dei servizi, con riferimento alle materie prime (73,6% delle imprese), all’energia (ben l’89,3%) e logistica-trasporti (77,9% dei rispondenti). Sul piano della liquidità, la maggior parte delle imprese dichiara incassi regolari, ma permane una quota non indifferente di aziende che segnala ritardi nei pagamenti (25,8%), che comunque risultano più marcati nel settore dei servizi.

In sintesi, il secondo trimestre 2026 restituisce l’immagine di un sistema economico resiliente ma sotto pressione, alle prese con margini ridotti, costi crescenti e una domanda ancora incerta. Il mantenimento dei livelli occupazionali e la propensione, seppur prudente, agli investimenti costituiscono elementi di fiducia, che dovranno tuttavia essere sostenuti da un miglioramento del contesto macroeconomico e da politiche di supporto alla competitività delle imprese.

«I dati del secondo trimestre 2026 confermano una sostanziale stabilità del sistema produttivo del Canavese, nonostante l’aumentata complessità del contesto internazionale. I segnali positivi arrivano dagli indici dei livelli occupazionali e di capacità produttiva con una diminuzione delle percentuali di cassa integrazione e una buona prospettiva degli investimenti a medio lungo termine, segnale che le imprese credono in una prossima fase positiva dell’economia - commenta Paolo Conta, Presidente di Confindustria Canavese - le criticità restano concentrate sulla redditività in diminuzione, fortemente condizionata dall’aumento dei costi, in particolare da quelli energetici diretta conseguenza delle recenti crisi geopolitiche e dalle difficoltà di approvvigionamento delle materie prime. Diventa quindi essenziale rafforzare la sicurezza energetica attraverso politiche mirate, affiancate da interventi a sostegno degli investimenti e dell’innovazione, fondamentali per consolidare la competitività del tessuto produttivo locale».