
Dopo l'incendio della scorsa settimana, che ha provocato danni per migliaia di euro e mandato in fumo almeno venti ettari di bosco, l'ente di gestione dei Sacri Monti (patrimonio dell'umanità Unesco) tenta di correre ai ripari per proteggere il santuario di Belmonte dalla follia dei piromani. Perchè è chiaro che l'incendio della scorsa settimana, che in pochi istanti (a causa del vento) ha avvolto l'intero sacro monte, è stato innescato dalla mano di qualcuno. Lo avrebbero confermato anche le indagini del corpo forestale dello Stato, oltre che i rilievi effettuati dall'alto dagli equipaggi a bordo degli elicotteri di Aib e vigili del fuoco.
Le fiamme si sono sviluppate al confine tra i Comuni di Valperga e Pertusio poi, a causa del vento, sono risalite fino a lambire il santuario, uno dei simboli del Canavese. Danneggiati, in particolare, il sottobosco e la staccionata appena rifatta nei pressi dell’ottava, decima ed undicesima stazione delle cappelle del percorso della Via Crucis che porta al Sacro monte. «I danni sono notevoli - conferma Silvia Leto, consigliere canavesano dell'ente di gestione dei sacri monti - al prossimo consiglio affronteremo la questione dell’incendio. Serve capire come installare nuove telecamere. Al momento quelle in funzione si trovano nella parte alta. Sarebbe opportuno piazzarle anche ai vari ingressi verso il parco».
Domenica otto maggio, all'interno del parco, si svolgerà la corsa promossa dall'ente insieme all’associazione Trusignè San Giuseppe. Il sospetto è che l'incendio della scorsa settimana sia quasi un «messaggio» o peggio, un «avvertimento», ai promotori della gara. C'è qualcuno che non ha intenzione di valorizzare il Sacro Monte e preferisce bruciarlo?










